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L’estate di San Martino l’11 il 12 ed il 13 novembre di ogni anno

L'estate di San Martino è il nome con cui viene indicato un eventuale periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore. Nell'emisfero australe il fenomeno si osserva in tardo aprile - inizio maggio, mentre nell'emisfero boreale a inizio novembre (San Martino viene festeggiato l'11 novembre).

| Scritto da Redazione
L’estate di San Martino l’11 il 12 ed il 13 novembre di ogni anno

Origine e diffusione del nome  Il nome ha origine dalla tradizione del mantello, secondo la quale Martino di Tours (poi divenuto San Martino), nel vedere un mendicante seminudo patire il freddo durante un acquazzone, gli donò metà del suo mantello; poco dopo incontrò un altro mendicante e gli regalò l'altra metà del mantello: subito dopo, il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite. Il nome di Estate di San Martino è condiviso con le culture iberofone e francofone, nei paesi anglosassoni viene chiamata Indian Summer ("estate indiana"), mentre in alcune lingue slave, tra cui il russo, è chiamata Bab'e Leto.

L'estate di San Martino nella cultura popolare Durante l'estate di San Martino venivano rinnovati i contratti agricoli annuali; da qui deriva il detto "fare San Martino", cioè traslocare. Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente viene abbinato alle prime castagne. Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Carducci intitolata appunto San Martino.

L'estate di San Martino (Nachsommer, 1857) è anche uno dei romanzi più celebri di Stifter.[2]A Un riscontro storico della diffusione di questo idioma è legato alla battaglia di Solferino e San Martino. Durante la battaglia di Solferino ( Battaglia di San Martino) Si tramanda che il re Vittorio Emanuele II, preoccupato per l'andamento della battaglia di San Martino, si rivolse nel comune dialetto piemontese ad una formazione di soldati piemontesi della Brigata "Aosta", di passaggio da Castelvenzago, con la celebre frase: «Fieuj, o i pioma San Martin o j'auti an fa fé San Martin a noi!» ( Ragazzi, o prendiamo San Martino o gli altri fan fare San Martino a noi!»).

 

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