Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 06.57

L’onda sovranista è andata a sbattere contro gli striscioni di Milano

Una città che non ha alcuna intenzione di credere alle bugie della Lega Una destra violenta, nei gesti e nelle parole, ha provato oggi a invadere a Milano.

| Scritto da Redazione
L’onda sovranista è andata a sbattere contro gli striscioni di Milano

L’onda sovranista è andata a sbattere contro gli striscioni di Milano

Una città che non ha alcuna intenzione di credere alle bugie della Lega Una destra violenta, nei gesti e nelle parole, ha provato oggi a invadere a Milano.

Ma non c’è riuscita. La destra che fischia Papa Francesco e applaude Salvini, che ipocritamente si ostina a sventolare simboli cristiani a favore di piazza e di telecamera, non ha nulla a che fare con Milano. E Milano gliel’ha dimostrato.

“Hanno voltato le spalle al Nord e vogliono sottomettersi a Putin”, afferma Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd. “Si dichiarano patrioti europei e poi rivendicano i confini nazionali, ma il vero patriottismo è lavorare per ridare forza al progetto degli Stati Uniti d’Europa. Senza alcun imbarazzo, parlano di orgoglio e valori cristiani, ostentando la solidarietà e snocciolando santi, papi e il cuore immacolato di Maria, ma poi nella pratica li rinnegano e li calpestano. Milano non si fa persuadere dalle bugie sovraniste, Salvini rassegnati. Milano è aperta, antifascista, europeista, dove due ottimi sindaci come Pisapia e Sala hanno amministrato portando avanti, per davvero e non con slogan, sviluppo e inclusione, progresso e solidarietà, e facendo scalare a Milano le principali classifiche internazionali”.

Parole che seguono a quelle pronunciate dal sindaco Beppe Sala in mattinata. “Quello che dico a questi sovranisti è che si possono prendere l’Italia, l’Europa, il mondo ma non Milano. Milano resisterà”.

E infatti Milano ha resistito. Lo ha fatto partecipando in massa alla contromanifestazione e lo ha fatto con l’ironia, appendendo ai balconi di centinaia di case lenzuola e striscioni che non hanno risparmiato critiche e frecciate più o meno pesanti contro il ministro della paura.

Fonte : democratica

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