Mercoledì, 22 luglio 2026 - ore 16.32

Le Sonate Concertanti: "Ensemble Barocco Italiano" al Museo Civico

| Scritto da Redazione
Le Sonate Concertanti:

Crema, 5 marzo 2014. I GRAN CONCERTI CREMASCHI approdano al loro sesto e penultimo appuntamento con uno strepitoso concerto dedicato ad Arcangelo Corelli il genio del violino nato a Fusignano nel 1653 e morto a Roma nel 1713, un vero caposcuola senza il quale non ci sarebbe stato neanche Vivaldi, tanto per dire.

Arcangelo Corelli studiò a Bologna , dove nel 1670 venne accolto nell'Accademia Filarmonica. Nel 1675 si stabilì a Roma dove fu dal 1679, violinista del Teatro Capranica, e si perfezionò nella composizione. Nel 1679-80 soggiornò forse in Germania; ma la sua attività si svolse esclusivamente a Roma, dove ebbe come suoi protettori e mecenati i cardinali Benedetto Pamphilj  e Pietro Ottoboni. Fu inoltre in buoni rapporti con Cristina di Svezia, per la quale non solo compose sonate destinate agli intrattenimenti privati di Palazzo Riario (ora Corsini), ma diresse anche ampie compagini strumentali. Si ricorda a tal proposito l'esecuzione, avvenuta nel 1687, di un'Accademia per musica di Bernardo Pasquini in onore dell'ambasciatore d'Inghilterra, con la partecipazione di centocinquanta archi diretti da Corelli e di un centinaio di cantori. Dopo la morte di Cristina di Svezia, avvenuta nel 1689, Aristocratici e Prelati romani fondarono in sua memoria nel 1690 un'Accademia poetico/musicale che successivamente fu detta "Arcadia". Gli adepti dell'accademia usavano pseudonimi che rimandavano all'età greca mitica (Corelli assunse il nuovo nome di "Arcomelo Arimanteo").

Nel 1702  si esibì alla corte di Napoli , da dove ritornò amareggiato. Iniziò quindi un periodo di irreversibile declino. Nel 1708  lasciò ogni attività pubblica; trascorse gli ultimi anni di vita in volontario ritiro, a Roma. La sua fama nazionale ed europea non venne però mai meno tra i contemporanei. Anche per questo fu sepolto nel Pantheon , dove tuttora si trova la sua tomba. Egli fu un grandissimo innovatore della tecnica violinistica, capostipite della cosiddetta Scuola ROMANA che si contrapporrà in seguito alla scuola VENEZIANA di Vivaldi e compagni.

Arcangelo Corelli diede nuovo impulso alla forma della sonata a tre, pubblicando, tra il 1681 e il 1694, quattro raccolte, comprendenti ciascuna dodici sonate (Sonate da chiesa op. 1  ed op. 3 , sonate da camera op. 2 e op. 4), le quali segnano un punto conclusivo dell'evoluzione di questa forma in Italia. Proprio queste saranno il tema del concerto del 9 marzo alle ore 17 in Sala Pietro da Cemmo a cura dell'Ensemble Barocco Italiano Nella sonata a tre, Corelli sfrutta a fondo le caratteristiche al tempo stesso di brillantezza e cantabilità del violino, tanto nella forma da camera, destinata ad un organico di due violini e violoncello o clavicembalo e composta da 3 o 4 movimenti distinti in forma di danze (suite), che nella forma da chiesa, nella quale i due violini sono accompagnati da un organo e da un violoncello (o in alternativa da un arciliuto ) che esegue una parte obbligata, spesso in funzioneconcertante alla pari coi violini. La scrittura, nobile ed espressiva, è sostenuta da un  contrappunto vigoroso e di studiate dissonanze veramente ardite ancora oggi in grado di stupire per freschezza e innovatività.

La formazione che presenta il concerto su strumenti originali d'epoca è  L'ENSEMBLE BAROCCO ITALIANO formazione storica degli anni ottanta che vedeva tra i fondatori Massimo Gentili Tedeschi, Lidya Cevidalli Gabay, Barbara Petrucci e Marco Ravasio che ne continua la tradizione e la linea ''editoriale'' sotto il profilo della prassi esecutiva e della scelta del repertorio che sempre si rivolge ai grossi nome ma anche ai cosiddetti  minori quali Aber, Zappa, Legrenzi, Sammartini etc.

Compongono ora il gruppo Elena Marazzi e Alberto Simonetti violini , Marco Ravasio  violoncello e Claudio Demicheli  clavicembalo, strumento fornito dalla storica Fabbrica di Organi di Saverio Tamburini, squisito sponsor della serata.

Ci saranno ben sette sonate in programma, due da camera e cinque da chiesa che scorreranno via velocemente vista la freschezza e la novità dei temi proposti oltre che dalla velocità di esecuzione, prassi ereditata dalla scuola olandese che detta legge da trent'anni su questo tipo di musica. Sonorità d'epoca, strumenti con corde in budello dai suoni gentili, sala quattrocentesca che aiuta l'ascolto con la sua acustica perfetta. Simbiosi collaborativa con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Crema e prezzo del biglietto contenuto in 8 euro e 5 per i ridotti, fanno di questo concerto un evento imperdibile, mentre si prepara all'orizzonte il battesimo della Nuova Orchestra d'Archi Amadeus Ensemble Città di Crema al quale siete fin d'ora tutti invitati domenica 13 aprile 2014 Sala Pietro da Cemmo h 17 in programma musiche di Gabrieli, Bach, Boccherini e Ravasio.

Fonte: Associazione Musicale Teatrale Assonanze

2014-03-05

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