Il banco vuoto è il titolo dello spettacolo teatrale che sarà rappresentato dalla Compagnia Magnoli Piotti mercoledì 13 maggio, alle ore 10:00, nel carcere di Opera. Lo spettacolo, organizzato grazie all’iniziativa di Cisproject-Leggere-Libera-Mente, Associazione culturale che si propone di favorire il reinserimento nella cosiddetta società civile, e della casa di reclusione di Milano Opera, è tratto dal libro omonimo di Antonio Piotti e sarà seguito da un incontro e un dibattito con il prof. Gustavo Pietropoli Charmet, tra i principali psichiatri e psicoterapeuti italiani.
Il banco vuoto racconta la storia di Enrico, un ragazzo che ha trascorso sei anni della sua vita – tra i 15 e i 21 – chiuso in casa perché affetto dalla sindrome di Hikikomori, che porta a isolarsi senza vita sociale per immergersi tutto il giorno solo nella realtà virtuale. Un fenomeno scoperto in Giappone e che ora si è esteso in tutto il mondo. Basti pensare che, secondo le ricerche condotte dalla Federazione italiana degli ordini dei medici, nel nostro Paese circa 240 mila ragazzi tra gli 11 e i 16 anni trascorrono mediamente più di tre ore al giorno davanti al computer e sono già circa 30mila i casi accertati di sindrome di Hikikomori. Il “ritiro sociale acuto”, come viene chiamato dagli psichiatri occidentali, ha spesso origine, tra i giovani, nelle difficoltà relazionali con la famiglia, i compagni di classe, le persone dell’altro sesso, e porta a un pericoloso isolamento totale che trova sollievo solo nella realtà virtuale.
Allo spettacolo teatrale, che ha quale attore protagonista Diego Violante ed è diretto da Maria Sara Mignoli, è possibile partecipare inviando entro il 26 aprile copia del documento d’identità all’indirizzo e-mail segreteria.organizzativallm@gmail.com.
«Siamo molto felici di portare questa rappresentazione all’interno del carcere di Opera», spiega Barbara Rossi, di Cisproject-Leggere-Libera-Mente. «Il problema dell’autoreclusione è infatti molto attuale nella nostra società. La possibilità di discuterne all’interno di un luogo dove manca la libertà consentirà, inoltre, di fare riflessioni interessanti sui diversi concetti di reclusione, con il coinvolgimento anche dei detenuti. E per parlare delle conseguenze drammatiche a cui può portare l’autoreclusione, con l’occasione lanceremo anche un concorso letterario su questo tema ancora misconosciuto».
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.leggereliberamente.it.
Lo spettacolo teatrale ‘Il banco vuoto’ va in scena al carcere di Opera
Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro sulla sindrome di “autoreclusione” di Hikikomori, che porta a chiudersi in casa per rifugiarsi nella realtà virtuale

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