Mercoledì, 21 novembre 2018 - ore 02.22

Logistica Amazon ci riprova, lavoratori in stato di agitazione

In vista dei picchi delle prossime festività l'azienda non sta applicando nell'hub di Piacenza l'accordo firmato a maggio che prevede una distribuzione più equa dei turni disagiati a partire dai notturni. Stabilizzazione a rischio per i 1.900 somministrati

| Scritto da Redazione
Logistica Amazon ci riprova, lavoratori in stato di agitazione

Logistica Amazon ci riprova, lavoratori in stato di agitazione

In vista dei picchi delle prossime festività l'azienda non sta applicando nell'hub di Piacenza l'accordo firmato a maggio che prevede una distribuzione più equa dei turni disagiati a partire dai notturni. Stabilizzazione a rischio per i 1.900 somministrati

Stato di agitazione proclamato dai sindacati ad Amazon a Castelsangiovanni (Piacenza). Secondo le parti sociali, l’accordo firmato a maggio che prevede il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione dei turni e del lavoro non viene applicato come concepito. Da oggi, 7 novembre 2018, e fino alla fine dell’anno Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Ugl Terziario e Uiltucs Uil hanno proclamato la protesta con blocco degli straordinari.

Se l’accordo firmato da Amazon e sindacato porta la data del maggio 2018, con i picchi di lavoro del periodo natalizio e del “Black Friday” in arrivo, a Castelsangiovanni sembrano ripresentarsi problemi che, secondo Fiorenzo Molinari, segretario generale Filcams Cgil Piacenza, si pensavano superati. “La ratio dell’accordo Amazon era distribuire al meglio tra i lavoratori i 'disagi' che comporta un ciclo produttivo come quello di questa azienda. Permetteva alle persone di essere protagoniste direttamente in azienda nell’organizzazione del lavoro in un’ottica di equità".

"Proprio ora – spiega Molinari – con i picchi di lavoro Amazon cambia l’organizzazione in modo unilaterale penalizzando fortemente il turno notturno e tutto questo senza minimamente condividere il percorso con le Rsa, a differenza di quanto previsto dagli accordi. Siamo così costretti a proclamare uno stato di agitazione con astensione dal lavoro straordinario a partire da oggi. Un percorso condiviso con i lavoratori porta a risultati migliori in termini di produttività e aumenta un genuino senso di appartenenza”.

A rendere il clima tutt’altro che sereno nell’hub di Amazon a Castelsangiovanni ci sono però altri due fronti aperti. In azienda ci sono circa 1.900 lavoratori “in somministrazione” che secondo i sindacati e le risultanze ispettive dovrebbero essere ricondotti al contratto subordinato, mentre le assunzioni in questi ultimi tempi hanno spesso tagliato fuori i “somministrati”. L'altro aspetto paradossale è la mancanza, nell’azienda dell’uomo più ricco del mondo, di un premio di risultato per i lavoratori che concorrono ad aumentarne la ricchezza.

“Da tempo chiediamo che venga costruito un premio di risultato che possa far concorre i lavoratori alle lusinghiere performance di Amazon – commenta Molinari - ma l’azienda non ci sente. Passi avanti ne sono stati fatti, ma ci scontriamo ancora con una grammatica sindacale che risente di impostazioni culturali d’oltreoceano”.

fonte rassegna sindacale

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