Venerdì, 28 febbraio 2020 - ore 09.52

Lombardia Introdurre e sperimentare sempre di più la blockchain nella filiera agricola

lo chiede la Risoluzione approvata oggi in Consiglio regionale Giovanni Malanchini: “Trasparenza e tracciabilità dei prodotti sono fondamentali per il consumatore e rappresentano una garanzia per i nostri produttori contro il rischio di frodi e contraffazioni”

| Scritto da Redazione
Lombardia Introdurre e sperimentare sempre di più la blockchain nella filiera agricola

Lombardia Introdurre e sperimentare sempre di più la blockchain nella filiera agricola

lo chiede la Risoluzione approvata oggi in Consiglio regionale Giovanni Malanchini: “Trasparenza e tracciabilità dei prodotti sono fondamentali per il consumatore e rappresentano una garanzia per i nostri produttori contro il rischio di frodi e contraffazioni”

Milano, 11 febbraio 2020 - Collaudare esperienze di blockchain applicate all’attività istituzionale di Regione Lombardia nel settore agricolo e agroalimentare e in particolare per la tracciabilità dei prodotti, utilizzando database decentralizzati basati su registri pubblici condivisi, in grado di garantire massima trasparenza e controllo, in un quadro giuridico rispettoso della regolamentazione sulla privacy.

Lo chiede la Risoluzione approvata oggi all’unanimità in Consiglio regionale, elaborata e condivisa all’interno dell’apposito gruppo di lavoro istituito in Commissione Agricoltura lo scorso fine settembre, a seguito di numerose audizioni con esperti e rappresentanti di settore.

Il documento impegna la Giunta regionale a evidenziare i risultati della sperimentazione della blockchain in atto, con particolare riferimento ai progetti in essere per la filiera del latte in Valtellina e della carne a Mantova; a garantire l’interoperabilità tra i dati e i sistemi di archiviazione di Regione Lombardia e le iniziative di blockchain realizzate dal sistema produttivo; a incentivare l’adozione di sistemi blockchain per le filiere agricole con particolare riguardo alle filiere con certificazione obbligatoria o con adesione a marchi riconosciuti; a favorire l’accesso da parte dei consumatori alle informazioni in ordine all’origine, alla natura, alla composizione e alla qualità del prodotto attraverso la tecnologia blockchain e l’integrazione con l’ “Internet of Things” e l’intelligenza artificiale, prevedendo incentivi per i progetti pilota privati; a valorizzare infine le produzioni locali supportando le iniziative che consentono di certificare la qualità, la provenienza e la filiera del prodotto a garanzia del consumatore finale.

“La blockchain ci consente di definire nuovi strumenti in grado di garantire in campo alimentare maggiore trasparenza e una migliore tracciabilità, e quindi di assicurare maggiori livelli di sicurezza, rafforzando e consolidando le relazioni di fiducia tra produttori, distributori e consumatori –spiega il Consigliere Segretario Giovanni Malanchini (Lega), relatore della Risoluzione e coordinatore del gruppo di lavoro in Commissione-. La blockchain ha quindi tutte le potenzialità idonee a supportare la realizzazione di progetti che consentano di tutelare appieno il “made in Lombardy” e il “made in Italy” e il valore delle nostre produzioni contro il rischio di frodi e contraffazioni, e al tempo stesso introduce una significativa semplificazione burocratica alleggerendo il peso e la farraginosità dei controlli”.

La metodologia operativa della blockchain è già stata sperimentata con ottimi risultati nell’ambito della filiera del pesce nel Regno Unito, dove tutti i movimenti di pesce vengono registrati su una piattaforma comune che contiene tutte le informazioni su quanto è avvenuto e chi ha svolto le varie attività di trasporto, trasformazione, packaging e vendita. Una analoga procedura mediante blockchain è tuttora sperimentata anche da alcune cantine della Franciacorta che puntano alla tracciabilità integrale del vino, dalla vite alla bottiglia fino allo scaffale della vendita, con informazioni precise anche su come la bottiglia è stata trattata e conservata.

“Il ricorso a strumenti innovativi mediante l’utilizzo della blockchain produrrà sicuramente vantaggi soprattutto in un settore come quello agroalimentare, dove elementi come la trasparenza e la certificazione del prodotto sono sempre più richiesti dal consumatore –sottolinea il Presidente della Commissione Agricoltura Ruggero Invernizzi (Forza Italia), che evidenzia come tale metodologia “non può che valorizzare in particolare i prodotti di qualità tipici della produzione agroalimentare lombarda aiutando maggiormente il consumatore a distinguerli da quelli provenienti da aree e mercati differenti”.

“L’importanza della blockchain sta nel fatto che al centro del processo viene messo il dato nella sua integralità e scientificità e pertanto tutti possono appurare in modo inconfutabile le caratteristiche e la qualità del prodotto senza timore di falsificazioni –ha rilevato infine Marco Degli Angeli (M5Stelle)-: è pertanto auspicabile che l’utilizzo di questa metodologia venga ora esteso anche ad altri settori come la sanità e l’ambiente”.

In questa direzione, unanime via libera anche a un ordine del giorno del capogruppo di +Europa-Radicali Michele Usuelli, che impegna la Giunta a predisporre uno studio di fattibilità con l’obiettivo di sperimentare l’applicazione della tecnologia blockchain in settori strategici come quello della sanità, “ad esempio riguardo ai registri delle prenotazioni sanitarie”. Approvato anche analogo ordine del giorno del gruppo M5Stelle (primo firmatario Andrea Fiasconaro) che impegna la Giunta ad assicurare lo sviluppo e l’implementazione della tecnologia blockchain anche nel settore dell’impresa manifatturiera.

 

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