Riordino delle Province, la Lega si sfila dalla discussione in Regione
Martina e Gaffuri (PD): “il Carroccio sempre dalla parte della conservazione e degli interessi localistici”
La Lega non vuole che si tocchino le province, ovvero che si applichi la riforma del governo Monti che mira a rivedere profondamente l'assetto istituzionale di questi enti. Oggi in Consiglio regionale, in riunione dei capigruppo, il Carroccio ha infatti annunciato che non parteciperà alla discussione che la Regione è chiamata a fare per definire il riordino delle province lombarde. Entro il prossimo 24 ottobre, salvo proroghe del Governo, il Pirellone, di concerto con i comuni, dovrà trovare una soluzione per le otto province lombarde che non rispondo ai due criteri fissati: almeno 350mila abitanti e almeno 2500 chilometri quadrati di superficie. Il capogruppo del Carroccio Stefano Galli si è anche rifiutato di partecipare alla calendarizzazione del provvedimento in Aula, fissato dagli altri capigruppo nelle giornate del 16 e del 22 ottobre.
"È passato molto tempo da quando la Lega si candidava insieme al Pdl che propugnava l'abolizione delle province, e ormai nel centrodestra c'è una spaccatura al giorno" dichiarano in una nota Maurizio Martina e Luca Gaffuri, rispettivamente segretario e capogruppo regionale del PD.
"Siamo impegnati finalmente in un tentativo di riordino e di razionalizzazione delle istituzioni territoriali - continuano gli esponenti democratici - e la Lega, come sempre avviene, si mette dalla parte della conservazione e degli interessi localistici, probabilmente cercando di lucrare un po' di residuo consenso ma soprattutto di conservare qualche posto di potere. Ma se la loro strategia è quella del tanto peggio tanto meglio, non andranno da nessuna parte".
Milano, 18 settembre 2012



