Lunedì, 14 ottobre 2019 - ore 02.50

Magnoli “segretario dimezzato”. Si deve dimettere? | G.C.Storti

| Scritto da Redazione
Magnoli  “segretario dimezzato”. Si deve dimettere? | G.C.Storti

Magnoli  “segretario dimezzato”. Si deve dimettere? | G.C.Storti
I risultati delle primarie Pd di cremona sono noti. Ovvero:
-Cinzia Fontana          n. 2451
-Luciano Pizzetti         n. 2431
-Titta Magnoli            n. 1928
-Alessia Manfredini     n. 1393
-Anna Maria Abbate    n. 481.
Qualche commento.
La consultazione è stata molto partecipata  ( visto il contesto ed il periodo) ed ha contato 4.800 votanti.
Le tre donne hanno avuto una splendida affermazione e non solo di testimonianza. Anzi va detto che il metodo scelto di far esprimere all’elettore due voti di preferenza (uno per sesso) ha centrato l’obiettivo di valorizzare le donne.
In lizza ,come si sa, vi erano due parlamentari uscenti ( Pizzetti e Fontana) e tre concorrenti nuovi ( Magnoli, Abbate e Manfredini).
Il giudizio degli elettori delle primarie hanno espresso un voto di conferma del lavoro dei parlamentari eletti.
Il che significa che le primarie , al di là di alcuni loro limiti, sono utili allo scopo della scelta dei parlamentari ( sicuramente in presenza del porcellum).
Se le tre donne escono, pur nella diversità dei voti, alla grande, l’unico vero sconfitto è Titta Magnoli ( ed ovviamente chi lo ha sostenuto) che non ha battuto, come si prefiggeva l’antagonista Pizzetti.
La spallata per rottamare il” vecchio partito” non gli è riuscita. Questo è il fatto !
Magnoli infatti non era un qualsiasi concorrente ma il segretario del partito che ha sfidato, legittimamente ,  il parlamentare uscente.
In genere, secondo i canoni della democrazia anglosassone ed europea, chi perde va a casa o collabora con il vincente. Sarà così ?
Ma perché Magnoli ha perso?
Credo per questi motivi:
- pur affermando che il lavoro di Pizzetti e di Fontana è stato ottimo ha impostato la sua campagna elettorale sul rinnovamento e gli elettori non hanno capito; però non poteva dire che il loro lavoro era stato negativo;
- Pizzetti ha un forte radicamento popolare sul territorio, non solo fuori dal PD,  ma appunto fra i sui elettori; il voto l’ha ricevuto non dai “poteri forti” ,come alcuni dirigenti del PD hanno affermato, ma da persone in carne ed ossa che hanno apprezzato il suo lavoro;
- gli stessi elettori hanno valutato le competenze ed evidentemente le hanno pesate e non le hanno ritenute sufficienti per candidarlo;
-infine hanno valutato male la sua legittima ambizione di fare carriera o come si dice  oggi di “ salire nell’alta politica” così in fretta.

Certamente Pizzetti ha avuto alcune pesanti difficoltà quali:
-gli strascichi della vicenda Corada: non è un caso che alcuni esponenti di coloro che allora sostenevano la rielezione di Corada a Sindaco si siano schierati con Magnoli ( con qualche contraddizione sul significato di rinnovamento);
-i rapporti tesi con il territorio cremasco su alcune questioni come il tribunale, la provincia ed il ruolo del comune di Crema; qui l’intero gruppo dirigente del PD cremasco si è speso, legittimamente ed apertamente, per Magnoli;
-mancanza di assonanza con un pezzo del PD proveniente dalla Margherita: in effetti il segretario cittadino Burgazzi si è schierato a sostegno di Magnoli.
Ma ormai i voti si sono contati ed i dati sono chiari .  Il voto degli elettori va rispettato.
Che succederà ora?
Nell’intervista telefonica che ho fatto con Pizzetti gli ho apertamente chiesto se  Magnoli si sarebbe dovuto dimettere. Pizzetti ha risposto che non “ è sua intenzione chiederglielo , ma che lo avrebbe sollecitato a garantire la ricostruzione dell’unità del PD in vista delle prossime elezioni del 24 febbraio” Una posizione politica chiara che guarda non al particolare ma al generale.
Ma chi verrà candidato alle politiche ? Leggendo fra le righe alcuni messaggi di Magnoli e di Luca Burgazzi sembra capire che l’unico parlamentare  da rieleggere sia Fontana appunto perché è arrivata prima nelle primarie. Sarà davvero così? I più si aspettano che la Direzione Nazionale del PD ricandidi Pizzetti alla Camera e la Fontana al Senato come il buon senso richiederebbe.
Ma Magnoli sarà ancora, in qualità di segretario provinciale del PD, il garante unitario, al di là delle diverse opinioni, di tutte le anime del partito?
La mia impressione è che nel PD nell’arco di qualche mese il problema si porrà. Magnoli ha già detto che non si dimetterà fino al congresso ( previsto nell’autunno 2014), ma forse questo tempo è troppo lungo da reggere.
Del resto le scadenze politiche che metteranno alla prova il gruppo dirigente  cremonese e lo stesso segretario sono ben tre: politiche e regionali ( il 24 febbraio) e le amministrative del 2014 ( e questo sarà lo scoglio più duro). In lizza per le regionali ci saranno sia Alloni ( uscente) che Maura Ruggeri. Chi vincerà?
Resta il fatto, per dirla alla Calvino, che oggi Magnoli è un “ segretario dimezzato” !

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