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Manovra: Cgil, nel 2035 in pensione con 43 anni e 8 mesi di contributi

Governo non ha nulla da festeggiare

| Scritto da Redazione
Manovra: Cgil, nel 2035 in pensione con 43 anni e 8 mesi di contributi

Manovra: Cgil, nel 2035 in pensione con 43 anni e 8 mesi di contributi, Governo non ha nulla da festeggiare

“Retromarcia tattica su singole misure non cambia impianto legge di bilancio che peggiora condizioni di accesso alla pensione”

Roma, 19 dicembre – “Il Governo prova a intestarsi come ‘cambiamento’ quella che è, nei fatti, solo una retromarcia tattica su singole misure e non modifica, in alcun modo, l’impianto complessivo di una manovra che continua a peggiorare le condizioni di accesso alla pensione”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale.

“Lo stralcio dell’utilizzo del periodo di riscatto della laurea ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato, indotto dalla nostra denuncia – sottolinea la Confederazione –, non cambia la realtà né il quadro delle scelte profondamente sbagliate di questo Governo. Non c’è alcuna riforma, ma solo il tentativo di nascondere una stretta che resta tutta sulle spalle di chi lavora e che in questo paese paga tasse e contributi”.

Nella nota si spiega che “i numeri parlano chiaro: già dal 2028 i requisiti per l’accesso alla pensione aumenteranno ulteriormente, con la pensione anticipata fissata a 43 anni e 1 mese di contributi e la pensione di vecchiaia a 67 anni e 3 mesi. L’adeguamento proseguirà negli anni successivi fino a raggiungere, nel 2035, 43 anni e 8 mesi di contributi per la pensione anticipata e 67 anni e 10 mesi di età per la pensione di vecchiaia, secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato che tengono conto dell’aumento dell’aspettativa di vita.

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