Domenica, 25 ottobre 2020 - ore 03.11

MDV Sabato e domenica all'Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona I due Beethoven: il Poeta e il Titano

Con il doppio concerto di Dan Zhu e Kun-Woo Paik il Museo del Violino rende omaggio a Ludwig van Beethoven

| Scritto da Redazione
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MDV Sabato e domenica all'Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona I due Beethoven: il Poeta e il Titano

Con il doppio concerto di Dan Zhu e Kun-Woo Paik il Museo del Violino rende omaggio a Ludwig van Beethoven

 Sabato 12 e domenica 13 settembre, ore 12 Auditorium Giovanni Arvedi - Museo del Violino I DUE BEETHOVEN - IL POETA E IL TITANO Dan Zhu, violino Omobono Stradivari 1737 Kun-Woo Paik, pianoforte

 Sabato 12 settembre Ludwig van Beethoven (1770-1827) Sonata in la minore op. 23 (1801) Sonata in fa maggiore op. 24 “La Primavera” (1801)

Domenica 13 settembre Ludwig van Beethoven (1770-1827) Sonata in sol maggiore op. 30 n. 3 (1802) Sonata in sol maggiore, op.96 (1812)

Con il doppio concerto - sabato 12 e domenica 13 settembre (ore 12) all’Auditorium Giovanni Arvedi - del violinista cinese Dan Zhu, con uno strumento realizzato a Cremona nel 1737 da Omobono Stradivari, e del pianista Kun-Woo Paik il Museo del Violino rende omaggio a Ludwig van Beethoven in occasione dei 250 anni dalla nascita.

Con il genio di Bonn la Sonata per violino e pianoforte assume caratteri moderni. Egli supera d’un balzo sia la vetusta matrice barocca per “solo” con basso continuo sia i modelli ispirazione galante dove il ruolo protagonistico è affidato alla tastiera e il violino è relegato in posizione di subalterno accompagnamento. Con Beethoven il dialogo diviene paritario. Non solo egli conosce bene entrambi gli strumenti, studiati in età giovanile come si conviene nella formazione musicale all’epoca, ma pare ansioso di liberarsi delle convenzioni di genere onde trasfondere nella materia sonora la forza espressiva del pensiero poetico individuale. Forma e idee, disteso lirismo e concentrazione drammatica si giustappongono innervando una estetica modernissima. Nella dimensione intima della musica da camera trovano sì spazio slanci impetuosi o colori insinuanti di malinconia ma palpitano anche sentimenti meno monumentali e più umani, come il garbo, la levità, il buonumore.

Le due Sonate pubblicate nel 1801, opera 23, in la minore, e 24 in fa maggiore “Primavera”, in programma sabato, benché contemporanee, formano una sorta di dittico complementare e contrastante: cupa e densa di pathos la prima, luminosa e apollinea la seconda.

Solo un anno più tardi, nella Sonata op.30 n.3, in sol maggiore, Beethoven gioca dolcemente con lo stile concertante, e l'alternarsi degli strumenti rammenta le delizie settecentesche dell'eco. L’impeto eroico è quanto mai distante, e l’autore tratteggia i sentimenti della Natura romantica. Infine l’op.96, scritta due lustri dopo, assume quasi valore di sintesi: piana e distesa la scrittura, pienamente ottocentesche le proporzioni, la condotta ritmica, soprattutto nel primo e terzo movimento, le ardite soluzioni armoniche. Il romanticismo non è più anelito ma condizione perenne dell’anima.

Dan Zhu è uno migliori solisti della nuova generazione: la rivista Grammophone lo ha definito “uno degli artisti cinesi emergenti internazionali”, il mensile The Strad “un interprete di cui colpiscono la toccante umiltà e lo splendido suono”. Ha vinto prestigiosi premi internazionali: “Queen Elisabeth” di Bruxelles, Concours Musical International de Montreal, China International Violin Competition e il Premier Prix de Violon al Fontainebleau American Conservatory. Si esibisce regolarmente in Nord America, Europa e Asia. Collabora con grandi direttori quali Christoph Eschenbach, Zubin Mehta, Philippe Entremont, Jacek Kaspszyk, Uroš Lajovic, Alexander Rahbari, En Shao, Carl St. Clair, Muhai Tang, Ralf Weikert, Long Yu. È spesso invitato a esibirsi e tenere corsi di perfezionamento in rinomati festival, quali Salisburgo, Tanglewood, Verbier, Kuhmo, Marlboro, Enescu, Schleiswig-Holstein, Prades Casals, Ravinia e Spoleto.

Suona un violino costruito a Cremona da Omobono Stradivari nel 1737, anno di morte del padre Antonio.

Nato a Seoul, Kun-Woo Paik ha tenuto il suo primo concerto all’età di dieci anni. A quindici anni si è trasferito a New York per studiare con Rosina Lhevinne alla Julliard School, e poi con Guido Agosti e Willhelm Kempff. È vincitore della Naumburg Competition e medaglia d’oro al Concorso Pianistico Internazionale Busoni. La sua carriera internazionale è decollata in seguito alla prima apparizione newyorkese, durante la quale ha proposto l’opera completa per pianoforte di Maurice Ravel al Lincoln Centre, e poi con il suo debutto orchestrale alla Carnegie Hall. Ha meritato importanti premi e riconoscimenti internazionali. Nell’ottobre 2000 è stato il primo artista coreano ad essere ufficialmente invitato dal governo cinese. è stato insignito dal governo francese del titolo di Cavaliere dell’ordine delle arti e delle lettere.

Il biglietto costa 8 Euro. Può essere acquistato alla biglietteria del Museo del Violino (tel 0372 080809) oppure on line sul sito vivaticket.com.

Museo del Violino piazza Marconi 5, 26100 Cremona – Italy Tel. (+39) 0372 801801 - www.museodelviolino.org

1 foto:Dan Zhu

2 foto :Kun-Woo Paik

 

 

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