(MI) PALAZZO MARINO. IL COMUNICATO DEL GARANTE DEL VERDE, DEL SUOLO E DEGLI ALBERI
Alberi in città: il rischio zero non esiste, la foresta urbana sì
Milano, 6 novembre 2026 - Gli alberi sono esseri viventi: nascono, crescono, possono ammalarsi e invecchiano. Per questo, quando si parla di patrimonio arboreo urbano, il rischio zero non esiste. Riconoscerlo non significa rinunciare alla sicurezza, ma partire da un dato di realtà per costruire una gestione responsabile e consapevole del verde cittadino.
Come per molte altre componenti della città, è necessario ragionare in termini di prevenzione e gestione del rischio. Gli eventi fatali legati agli alberi sono molto limitati rispetto a quelli riconducibili ad altre attività urbane. Ogni incidente resta grave e doloroso, ma non può trasformare l'albero in un pericolo da eliminare. Gli alberi sono indispensabili: producono ombra, mitigano le temperature, intercettano le precipitazioni, migliorano la qualità ambientale e sostengono la biodiversità.
Conoscere per gestire
La prima risposta è la conoscenza. È importante arrivare in tempi brevi a un quadro completo, aggiornato e continuativo delle condizioni delle alberature cittadine, attraverso controlli almeno visivi sull'intero patrimonio e individuando gli esemplari per i quali siano necessari approfondimenti strumentali, come il Comune di Milano insieme a MM sta portando avanti. Una gestione efficace deve basarsi su dati, priorità, programmazione e risorse adeguate, non sull'emergenza successiva a ogni evento.
Rimuovere un albero che presenta condizioni di rischio non compatibili con il contesto urbano, o che ha concluso il proprio ciclo vitale, non significa rinunciare alla tutela del verde. Può essere, al contrario, una scelta necessaria nell'ambito di una corretta gestione.
Ciò che deve essere tutelato è la qualità e la funzionalità complessiva della foresta urbana, un sistema formato da alberi, arbusti, prati e suoli. A Milano il solo patrimonio arboreo comunale comprende circa 250mila alberi: la qualità del verde cittadino non può essere misurata esclusivamente sulla conservazione del singolo esemplare, ma sulla capacità dell'intero sistema di continuare a fornire servizi ecosistemici.
Gli alberi in città, inoltre, non scelgono dove crescere: siamo noi a decidere dove metterli a dimora. Molte criticità degli esemplari adulti derivano anche da scelte progettuali del passato, quando non sempre venivano considerati adeguatamente lo spazio necessario alle radici e alle chiome, le caratteristiche del suolo e la vicinanza a edifici e infrastrutture.
Nei parchi e nei grandi giardini gli alberi possono avere maggiore libertà di sviluppo. Lungo le strade, invece, il rinnovo programmato delle alberature deve essere considerato parte della gestione. Patologie, danneggiamenti ed eventi climatici estremi possono rendere opportuna la sostituzione di un esemplare, migliorando le condizioni di impianto e mettendo a dimora un nuovo albero. Anche i cambiamenti climatici impongono una riflessione sulle specie: temperature più elevate, siccità ed eventi meteorologici intensi richiedono un patrimonio più diversificato e resiliente.
Una scelta di responsabilità
Tutela degli alberi e sicurezza delle cittadine e dei cittadini non sono obiettivi contrapposti. Servono conoscenza, cura, monitoraggio e programmazione. Un patrimonio arboreo diversificato per specie ed età, controllato con regolarità e rinnovato quando necessario è anche un patrimonio più sicuro e capace di offrire maggiori benefici alla città.
La sfida non è conservare indistintamente ogni singolo albero, né eliminarli per inseguire un'impossibile condizione di rischio zero. È costruire e mantenere nel tempo una foresta urbana sana, diffusa, diversificata e capace di adattarsi ai cambiamenti climatici.
È questa la strada per continuare ad avere alberi in città e città nelle quali vivere meglio.
(MI) Alberi in città: il rischio zero non esiste, la foresta urbana sì
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