Giovedì, 19 maggio 2022 - ore 03.26

Miche De Crecchio si congratula con chi ha ‘messo in sicurezza’ il Duomo di Cremona

De Crecchio commenta un articolo di CremonaSera, scritto da Loffi sul tema.

| Scritto da Redazione
Miche De Crecchio si congratula con chi ha ‘messo in sicurezza’ il Duomo di Cremona Miche De Crecchio si congratula con chi ha ‘messo in sicurezza’ il Duomo di Cremona

Miche De Crecchio si congratula con chi ha ‘messo in sicurezza’ il Duomo di Cremona

De Crecchio commenta un articolo di CremonaSera, scritto da Loffi sul tema.

Dopo non pochi anni dalla sua esecuzione, viene finalmente e chiaramente illustrato l'intervento di "messa in sicurezza" del nostro Duomo, intervento eseguito anni or sono quando sovrintendeva ai beni artistici della Curia l'ottimo mons, Bonazzi. Il merito di questa divulgazione è dello studio di architettura Feiffer-Raimondi, specializzato in restauri: la seconda titolare del quale studio, di origini "vescovatine", è una nostra concittadina, Tale studio, nato a Venezia, ha da molti anni anche una "filiale" operante nella nostra città.

L'articolo illustrativo e il lavoro eseguito sul Duomo sono sicuramente ottimi, ma pignolo e pettegolo come sono, non mi astengo dall'aggiungere qualche mia valutazione.

Loffi definisce "scheletro" la struttura genialmente ideata dall'ingegner Jurina per garantire, con elementi metallici esterni, la stabilità della costruzione anche in occasione di eventi sismici. Poiché, molto opportunamente, tale struttura è, quasi integralmente, esterna alle antiche murature, meglio sarebbe stato forse meglio chiamarla "esoscheletro", come i naturalisti definiscono la particolare ossatura di talune specie animali e come, per quanto ne so, vengono già definite anche certe integrazioni al corpo umano che vengono sperimentalmente studiate per migliorarne le prestazioni o per rimediare a deficienze motorie,

Incidentalmente mi piace osservare che tali "protesi" strutturali sembrano l'evoluzione di quelle "catene nascoste" che si osservano in non pochi edifici storici,. Un piccolo, ma gustosissimo, esempio se ne può intuire ed ammirare proprio nel piccolo porticato adiacente alla Loggia dei Militi nella nostra piazza Duomo.

La seconda osservazione riguarda la nuova disposizione "alla bresciana" che i coppi di copertura del nostro Duomo hanno assunto dopo l'ultimo intervento, Come è noto, i coppi disposti "alla cremonese" hanno la particolarità di riutilizzare i "mezzi coppi" derivati dalle operazioni di "ripasso" periodico dei tetti (in dialetto cremonese sinteticamente definite "reteciàa") per meglio stabilizzare le tegole. Tale disposizione realizza un effetto pittoresco estremamente più gradevole e meno banale della disposizione "alla bresciana" che allinea i coppi come soldatini prussiani...Certo la nuova disposizione dovrebbe garantire una maggiore resistenza nel tempo, ma ha purtroppo fatto scomparire un elemento tipico delle nostre tradizioni costruttive.

Una ultima nota la vorrei riservare alle passerelle realizzate per agevolare la visita ai matronei. Certo sono estremamente utili e, in parte, nascondono la complessità del nuovo "esoscheletro", ma per chi, come il sottoscritto, era abituato, grazie alla complicità del compianto mons. Tantardini, a visitare i matronei, con i suoi studenti, almeno una volta all'anno, non sono state una sorpresa del tutto gradevole. Soprattutto il trattamento delle nuove superfici lignee non è convincente e, in questo caso, l'intervento anche di un architetto accanto al pur ottimo ingegnere, avrebbe, forse, garantito un risultato più convincente.

In ogni caso, per quel che possono valere, faccio le mie congratulazioni

a tutti coloro che hanno partecipato alla bella impresa ed auguro al nostro duomo la più lunga vita possibile!

Michele de Crecchio (Cremona)

Cremona Sera - Il duomo di Cremona "inscatolato" da Jurina diventa un caso da studiare, dal 2007 uno scheletro di acciaio sostiene la struttura medievale

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