Venerdì, 05 marzo 2021 - ore 01.36

Mini festival ''clandestino'' a Milano

Da chat donne ''ceste sospese'' una 3 giorni per strade quartiere

| Scritto da Redazione
Mini festival ''clandestino'' a Milano

Un mini festival fatto di 'incursioni artistiche' nei cortili e nelle vie chiuse al traffico, per dire che la cultura si può ancora fare insieme, e in sicurezza. Lo hanno organizzato tutto via chat alcune donne dei quartieri milanesi di Dergano e Bovisa, le stesse che durante la prima ondata della pandemia avevano dato vita alle ceste sospese, con beni da lasciare per chi ne aveva bisogno e da prendere per chi ne voleva usufruire.

Un modo di far fronte alla pandemia in maniera collaborativa poi esportato in tutta Italia e persino in Germania.

E visto che non si vive di solo pane, Ilaria, Cecilia, Gina e molte altre donne di Dergano e Bovisa, tutte con professionalità diverse, dall'ingegnere alla sarta, dopo aver provato l'esperienza del teatro delivery - due attrici che arrivano in bici con lo zaino giallo da rider e si esibiscono in brevi spettacoli ovunque sia possibile farlo mantenendo le regole di sicurezza indispensabili per il covid - hanno deciso di provare a fare qualcosa di più strutturato: un mini festival, lungo tre giorni, in varie location del quartiere alla periferia nord di Milano. Hanno contattato 13 artisti tra musicisti e saltimbanchi, attori e trampolieri, e hanno organizzato brevi spettacoli per poche persone in luoghi aperti, qualche volta persino con le sedie, e con i bollini per il distanziamento rigorosamente posati a terra. Tutto organizzato in maniera 'carbonara' per non rischiare di creare assembramenti anche solo con il passaparola in quartiere. Tutto su prenotazione: tre nuclei familiari con 30 euro a spettacolo sono andati a sostenere le varie 'incursioni artistiche' per un totale di una trentina di spettacoli in 3 giorni. A partecipare e applaudire gli artisti e musicisti, quasi tutti del quartiere, soprattutto famiglie con bambini.

"L'obiettivo era doppio - racconta Ilaria Bartolozzi, comunicatrice e tra le organizzatrici della mini rassegna - da una parte il bisogno di cultura, poesia e arte, dall'altra il desiderio di sostenere gli artisti del nostro quartiere, fermi da un anno a causa della pandemia. Questo esperimento ha dimostrato che è fattibile fare cultura e spettacolo anche durante la pandemia". E che un gruppo di donne agguerrite sono riuscite a organizzare dei momenti di cultura, a un anno esatto dallo scoppio della pandemia, pur senza avere competenze di organizzazione in ambito culturale. (ANSA).

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