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Mozart e ‘Le nozze di Figaro’ a Cremona, al Ponchielli regia di Mario Martone

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 16 ottobre alle 20:30 (replica domenica 18 ottobre alle 15:30)

| Scritto da Redazione
Mozart e ‘Le nozze di Figaro’ a Cremona, al Ponchielli regia di Mario Martone

La Stagione d’Opera 2015 del Teatro Ponchielli prosegue con l’allestimento de Le nozze di Figaro di W.A. Mozart, venerdì 16 ottobre, alle 20:30 (in replica domenica 18 ottobre, alle 15:30). La regia è di Mario Martone, mentre la direzione è affidata a Stefano Montanari, raffinato interprete del repertorio mozartiano. La biglietteria del teatro è aperta dal lunedi al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 19:30 (tel. 0372 022001 e 0372 022002). Questi i prezzi dei biglietti: platea/palchi 55 €, galleria 35 €, loggione 20 €. I biglietti si possono acquistare anche online su www.vivaticket.it.

Primo dei titoli che compongono la cosiddetta “trilogia italiana” di Mozart e Da Ponte (che comprende anche Don Giovanni e Così fan tutte), Le nozze di Figaro ebbero una gestazione piuttosto difficoltosa: il libretto, infatti, venne tratto da una commedia di Pierre-Augustin de Beaumarchais, allestita a Parigi nel 1784 e aspramente criticata perché disseminata di numerose invettive contro la classe aristocratica. A causa della satira politica presente nel testo, la commedia era stata vietata nei teatri austriaci; nonostante ciò, Mozart propose a Da Ponte di trarre da essa un libretto per un’opera, ed egli accettò volentieri poiché «l’immensità del suo genio domandava un soggetto esteso, multiforme, sublime» (dalle Memorie di Da Ponte).

Ovviamente il testo subì parecchie modifiche, dettate soprattutto da problemi di censura per la parte più politica dell’originale, ma fu quasi subito accettato con benevolenza e tolleranza dall’Imperatore Giuseppe II, sovrano illuminato e continuatore della politica modernizzatrice della casa imperiale, iniziata da Maria Teresa. Giuseppe II, infatti, era un convinto sostenitore di una concezione libertaria e progressista della politica, volta alla diffusione dell’uguaglianza e alla riduzione dei privilegi dei nobili. In realtà l’opera ha una «spiccata natura dialettica» (Lidia Bramani): accanto all’assunto politico intrinseco al soggetto originale, è presente la tematica dei sentimenti, rappresentati qui in tutte le loro possibili e molteplici sfaccettature. E Mozart, «musicista colto, attento, ricettivo», seguendo le idee della massoneria settecentesca a cui aveva aderito, insiste sull’argomento per ribadire «la necessità di un sentimento vero come veicolo di felicità».

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