Mercoledì, 24 luglio 2024 - ore 14.30

Newsletter # 34 - Nel mezzo del nostro impegno una notizia dolorosa

Ci ha lasciato il Sindaco di Cernusco sul Naviglio Ermanno Zacchetti, appena cinquantaduenne.

| Scritto da Redazione
Newsletter # 34 - Nel mezzo del nostro impegno una notizia dolorosa

Carissime democratiche, carissimi democratici,



mi è doloroso aprire con la notizia della scomparsa di un amico, ma questa mattina ci ha lasciato il Sindaco di Cernusco sul Naviglio Ermanno Zacchetti, appena cinquantaduenne.

Tutta la comunità del Partito Democratico si stringe alla moglie Anna, al figlio Matteo, a tutti coloro che con Ermanno hanno condiviso l’impegno nelle elezioni Amministrative e nelle sue passioni.

Ma è difficile persino trovare le parole. Ripenso al suo sorriso largo e accogliente, alla pacatezza che anche nei momenti di conflitto e di ingiustizia non gli è mai venuta a mancare. Ripenso all’amore che aveva per la sua città, per lo sport, e per la sua famiglia, e mi viene da pensare che ci sono giorni in cui trovare spiegazioni è drammaticamente difficile, giorni in cui i perché si fanno più grandi e più dolorosi e in cui è difficile essere costruttivi e pensare al futuro.

So che dovremo esserne capaci, anche per Ermanno, ma oggi ci sono solo il dolore e un grande senso di ingiustizia.

 

 

D’altra parte è stata una settimana intensa questa, anche frustrante se pensiamo alle notizie che sono arrivate dalla Regione.

Come quando - con la pubblicazione dei documenti ufficiali di Trenord e di Ferrovie Nord Milano per il 2023, peraltro appena approvati - abbiamo finalmente potuto tracciare un bilancio dei cinque anni di gestione del trasporto ferroviario durante la Presidenza di Attilio Fontana (e delle sue due Giunte) in Regione Lombardia. Come facilmente prevedibile, è un bilancio del tutto negativo, e il nostro Gruppo regionale lo ha immediatamente rilevato: il servizio si riduce, il numero dei passeggeri giornalieri diminuisce, peggiorano tanto l’affidabilità quanto la puntualità del trasporto. I Consiglieri PD hanno però dovuto constatare l’esistenza di un dato in crescita costante, che tuttavia è rappresentato dallo... “stipendio” del Direttore Generale di FNM e Amministratore Delegato di Trenord Marco Piuri, al quale per il 2023 saranno corrisposti 663.503,67 euro, vale a dire il 5% (abbondante) più del 2022 e ben il 34% in più rispetto al 2019.

Ebbene, non c’è viaggiatore - abbonato o meno, studente, lavoratore o anche semplicemente turista - che non sappia che a tutto può essere legato l’aumento della retribuzione del DG (e AD...) tranne che al miglioramento del servizio perché di quello, da lunghi anni, non si vede proprio l’ombra. Il nostro Gruppo ha duramente rimproverato a Lega e destra l’aver fatto di Trenord una società che premia risultati di pura gestione senza che ai viaggiatori arrivi il benché minimo vantaggio: l’offerta in chilometri cala (-6,4%) i passeggeri diminuiscono (-7,3%) e al rinnovamento della flotta treni operato dalla Giunta Maroni, totalmente a spese della Regione, corrisponde una costante diminuzione della puntualità, il raddoppio delle linee che devono erogare il bonus, l’aumento dei reclami del 25%, la richiesta di “danni” ai viaggiatori che “osano” reclamare, e dodici milioni di ore perse da parte dei pendolari lombardi. In un mondo normale si dovrebbe rendere conto del proprio operato per molto meno, altro che far finta, come fa Fontana, di non avere responsabilità in una partecipata che è pubblica, e che dunque dovrebbe anzitutto fornire un servizio pubblico.

Ma Regione Lombardia ci ha “deliziato” anche con altro, in questi giorni. Non deve evidentemente essere sembrato sufficiente, alle destre, che venissero rese pubbliche certe “amene” chiacchiere dei giovani di Fratelli d’Italia, che in privato esprimevano le convinzioni fasciste e razziste che poi negano, seri e compiti, in pubblico. E così ecco che l’Assessore Bertolaso ha pensato bene di parlare del calo demografico e del pericolo di “scomparsa della razza italica”, portando di peso nel 2024 un’espressione corrente nel Manifesto della Razza del 1938. Sono incredibili superficialità e leggerezza con cui questa classe dirigente affronta certi temi, e benissimo ha fatto il Capogruppo dem in Consiglio Pierfrancesco Majorino a dirlo a voce alta nell’Aula di Palazzo Pirelli.

 

Sempre da Guido Bertolaso, oltretutto tra il lusco e il brusco, è arrivato nei giorni scorsi un sorprendente annuncio, quello della chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Erba Renaldi di Menaggio, in provincia di Como. Ne parlo non solo per il ruolo che ha avuto a riguardo il nostro Gruppo consiliare, ma perché casi simili possono toccare tutti quegli ospedali di territorio che le politiche di destra e Lega stanno provvedendo a mettere in enorme difficoltà assieme a tutti i cittadini dei loro bacini di utenza. Anche qui Bertolaso - evidentemente incurante delle 14mila firme raccolte dalla comunità locale per la salvaguardia della struttura - ha voluto cogliere tutti di sorpresa annunciando una scelta “nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse”. Si può immaginare il putiferio scatenato dall’improvvida dichiarazione anche tra i Consiglieri comaschi di maggioranza.

Come Gruppo regionale, con l’intervento del Capogruppo Majorino e del Consigliere PD Angelo Orsenigo, dopo che anche la Capogruppo alla Camera Chiara Braga aveva espresso tutto il suo sconcerto nel merito e per il metodo di Bertolaso, abbiamo visto con soddisfazione che l’intera Aula del Pirellone ha votato per smentire - ci si augura definitivamente e anche in riferimento agli altri presidi sanitari sul territorio - le goffe dichiarazioni dell’Assessore al Welfare.

C’è infine un tema che sta prepotentemente diventando attuale, soprattutto ora che - passate le elezioni - la maggioranza di Giorgia Meloni può levare la maschera e iniziare il lavoro “sporco”, quello dei tagli agli Enti Locali. Ne ha parlato il Ministero dell’Economia e Finanze diffondendo una bozza di decreto attuativo che stabilisce i parametri per i tagli a Comuni e Province in attuazione della legge di bilancio 2024. Sono tagli cospicui, pari a 250 milioni di euro per quest’anno e alla bellezza di un miliardo e 250 milioni da qui al 2028.

Inutile dire che davanti a tutto questo abbiamo subito iniziato a lavorare a un Ordine del Giorno da far presentate in tutti i Comuni e le Province: in esso, come PD lombardo, anzitutto ci uniamo all’allarme dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e della Unione Province Italiane (UPI) e in particolare chiediamo al Governo di riconsiderare le sue scelte perché Comuni e Province non possono essere i luoghi in cui si batte cassa ma devono essere considerati per ciò che sono, ovvero i motori con cui può avvenire il rilancio della ripresa economica, anche gestendo gli interventi del PNRR.

I Sindaci devono farsi portavoce di queste istanze nei confronti del Governo: al di là del colore politico questa è una battaglia che riguarda tutti.

Un caro saluto,

Silvia Roggiani

Segretaria regionale PD lombardo

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