Giovedì, 20 giugno 2019 - ore 05.54

Papa Francesco: Siamo in guerra, non di religione ma del profitto di Arnaldo de Porti

Qualcosa dovrà essere fatto perché altrimenti, come ho detto qualche giorno fa, la terza guerra mondiale si caratterizzerà con una nuova specializzazione: far morire l’uomo di paura. Oltre che di fame, come gran parte di questa brutta Europa, sta patendo.

| Scritto da Redazione
Papa Francesco: Siamo in guerra, non di religione ma del profitto di Arnaldo de Porti

Sento il bisogno di riprendere un mio pezzo apparso questa settimana in alcuni giornali in relazione alle affermazioni di Papa Francesco, persona che, in qualche modo, si può definire “rivoluzionaria”,  non tanto con riferimento allo specifico contesto ecclesiale-clericale, quanto per il suo continuo inserimento nei rapporti sociali che, mai come in questi ultimi anni, stanno togliendo all’uomo la voglia di ridere, di programmare, di amare, di fare famiglia, di vivere insomma secondo i dettami dell’umana fisiologia.

“Siamo in guerra”, ha detto il Papa, senza aggiungere, sicuramente per motivazioni avulse dal suo apostolato,  che si tratta di una guerra che, fino ad ora, non ce la saremmo mai immaginata. Infatti non esiste un nemico col quale  ci si possa incontrare magari per discutere sulle cause del contendere e nemmeno vedere, se è ben vero, come in effetti è, che esso spunta come i funghi da un posto all’altro della terra, non sempre radicalizzato come si sente spesso dire impropriamente dalle forze dell’ordine, ma di origini stanziali temporanee, che risiede nel pianerottolo di fronte allo stesso nostro condominio, come mi disse un giorno, durante una mia intervista, qui a Feltre, il Vescovo  Emerito di Aleppo (Siria), Mons. Giuseppe Nazzaro.  Oggi non esiste più democrazia in tutto il mondo e si opera in nome e per conto di essa per apparire nella legalità e quindi ne paghiamo le conseguenze.

Faccio un esempio banale per spiegare a me e a chi legge cosa noi intendiamo per democrazia: la democrazia per noi è come l’andare da un sarto e farsi fare un bel vestito sulle proprie misure, una volta confezionato voglio che esso sia indossato (con le mie misure) da tutti, dal magrolino al medio, dal normale al super dotato ed anche da colui che misura di circonferenza 200-250 cm. Questa è la nostra democrazia. Bravi, bravissimi popoli democratici!  Che sono responsabili del fallimento della vera democrazia ed ora devono pagarne lo scotto.  Come ?  Con le tragedie quotidiane che stiamo vivendo.

Lungi da me fare del terrorismo mediatico ma, se il buon giorno si vede dal mattino come recita un noto proverbio, io penso che l’attuale terrorismo potrebbe essere considerato come un…”poeta delinquente” nel senso che ogni giorno esso trova ispirazione per mettere in cantiere attentati diversi, imprevedibili sia in termini di tempo che di luogo, in modo da trovar impreparati tutti, in primis l’intelligence e le forze dell’ordine. Infatti, se fino ad ora, gli attentati esecrandi si sono materializzati attraverso i vari kamicaze, i TIR lanciati verso la folla, i tagliagole ecc..,  non mi meraviglierei che un domani questa gentaglia avvelenasse i prodotti dei nostri supermercati, dei nostri allevamenti di bestiame, dei nostri vigneti ecc.ecc. Proprio oggi, qui a Feltre, a ridosso del Monte Grappa,  (ma non si tratta di terrorismo a quanto mi consta) c’è stato chi ha avvelenato un intero vigneto (Gazzettino 31 luglio 2016 pag. X ed. di Belluno), realtà questa che potrebbe dare…ispirazione ai “poeti-delinquenti” di cui facevo cenno in alcune righe sopra.

Io capisco che reagire significa alimentare altre reazioni, ma si potrà convivere con quell’ansia di cui anche il Presidente della Repubblica italiana, in maniera molto tardiva a mio parere, ha accennato ?

Rimedi ?   Ci sono !   Eccome.  Dar da mangiare a tutti dopo aver privilegiato quell’istruzione che i nostri governanti, anche a livello europeo, hanno sottratto ai cittadini per impinguare i loro salvadanai: esattamente come ha detto anche Papa Francesco, sia pur in termini meno espliciti.

Qualcosa dovrà essere fatto perché altrimenti, come ho detto qualche giorno fa, la terza guerra mondiale si caratterizzerà con una nuova specializzazione: far morire l’uomo di paura. Oltre che di fame, come gran parte di questa brutta Europa, sta patendo.

ARNALDO DE PORTI

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