Venerdì, 18 giugno 2021 - ore 19.10

Pd.Spunti per un dibattito di G.Carnesella

| Scritto da Redazione
Pd.Spunti per un dibattito di G.Carnesella

Pd.Spunti per un dibattito di G.Carnesella. Nei momenti più bui del suo esilio e poco prima di essere barbaramente assassinato insieme al fratello, così Carlo Rosselli scriveva in una lettera a Nenni:
“ E’ indispensabile allargare gli orizzonti, risalire alle cause prime e affrontare i temi essenziali di fronte a cui, se si possiede un pensiero forte e puro, nessuno, e tantomeno i giovani può restare a lungo indifferente: valore dell’uomo, della vita, della morte, nozione della libertà, della giustizia e del diritto, significato della cultura, posto del lavoro, della famiglia, dello stato…….     E’ un’opera immane per una generazione, che giustifica una vita intera… Noi ripartiamo verso l’alto mare; noi proponiamo ai giovani di associarsi in questa impresa.”
Desidero partire da questa annotazione per dire quanto sia importante dialogare con il mondo dei giovani, proponendo idee forti, suggestioni che li coinvolgano ed azione. Nulla chiedono di più se non partecipare, essendone protagonisti e non comprimari, ai processi decisionali ed alle scelte di fondo.
La  tensione morale ed i valori universali che hanno ispirato Carlo Rosselli e tanti altri giovani come lui, sono ancora presenti nelle nuove generazioni, magari coniugati diversamente; vivono in loro, nutrono la loro passione politica.
Guardiamo ai ragazzi che nelle scorse settimane hanno manifestato in ogni piazza del Paese, compresa Cremona, contro la riforma Gelmini.
E non si parli di “Generazione Contro” come qualcuno ha cercato di fare volendo delegittimare un movimento spontaneo ed entusiasta.
Esiste in loro, al contrario, la chiara consapevolezza di dover restituire all’impegno politico – magari non tradizionale – energia, idee e motivazioni che abbiano senso.
Di dover restituire autonomia e nobiltà alla politica nella ricerca dell’interesse generale.
E’ in qualche modo un sentire politico sempre più libero da schemi e , per un certo verso, irriverente e demistificante rispetto alle organizzazioni tradizionali.
Guai se non lo capissimo.
Guai se non cercassimo di interpretarlo.
Guai se non generassimo per loro spazi di dialogo e di confronto dentro e fuori il partito.

Mi è stato chiesto di scrivere una sorta di manifesto  programmatico a sostegno della mia candidatura.
L’ho fatto partendo dai giovani e dalla necessità che il PD trovi modi e forme per investire su di loro in modo convinto e non formale.
Passa anche da qui la nostra riscossa, attraverso l’innesto fecondo nella nostra classe dirigente di nuovi volti, di nuovi talenti che vogliono confrontarsi con la gestione della cosa pubblica, con la politica.
Gli spunti che vi propongo non vorrebbero essere soltanto un semplice documento – uno dei tanti – elaborati in varie occasioni e presto resi obsoleti e dimenticati per i mutamenti del contesto.
Ciò che desidero è suscitare – anche in prospettiva ed indipendentemente da come andrà questa consultazione – non è un dibattito chiuso all’interno dei nostri confini di militanti e quadri .
Mi piacerebbe, al contrario, innescare un confronto aperto e corale che trovi modi e forme, anche innovative, per contaminare e coinvolgere la città ed i cremonesi.
Tutti noi infatti dobbiamo sapere rispondere ad una domanda di fondo che è la nostra vera sfida politica. E cioè: come fare in modo che il Partito torni ad essere in connessione ed in piena sintonia con la città, i suoi bisogni, le sue attese.
Per poter fare questo occorre in ogni caso partire da noi, dal partito e dal suo modo di essere con e nella società cremonese.

NOI E IL PARTITO

La costruzione di un progetto politico vincente in prospettiva passa dalla capacità di coniugare i propri valori di fondo con le nuove sensibilità e le richieste che giungono dal territorio.
A Cremona significa avere per obiettivo riguadagnare la stima e la fiducia dei tanti cittadini che in passato hanno creduto in noi e prima che in noi nell’idea di RIFORMISMO MUNICIPALE che in qualche modo impersonavamo e che ci ha più volte consentito di governare la città, facendo certamente scelte difficili, spesso impopolari, a volte forse sbagliate, ma comunque sempre frutto di un’ idea forte e di una programmazione mai improvvisata.

Il partito dunque

Dopo le recenti sconfitte elettorali che ci hanno (temporaneamente) allontanato dalla guida del Comune e della Provincia, dobbiamo sapere scommettere sulla vitalità del Partito e sulla sua voglia di protagonismo nella città.
Dobbiamo aprirci all’esterno e, al contempo, saper utilizzare fino in fondo le capacità e le intelligenze che nel nostro partito esistono per dare vita ad un nuovo progetto di Città. Un progetto che parli di sviluppo vero, di lavoro, di solidarietà, di integrazione, di innovazione e di futuro. Un progetto che non nasca nelle stanze ovattate delle segreterie ma cresca dal basso, tra la gente.
L’esperienza di questi anni ci ha insegnato che il consenso elettorale è conseguenza del “consenso attivo” e sul territorio chi meglio dei Circoli può esprimere questa fase propulsiva.
Il partito e con esso i circoli sono lo strumento insostituibile di organizzazione e raccolta del consenso.
L’immagine per un Partito è oggi determinante ma a livello locale lo sono ancora di più la sua vitalità organizzativa e la sua capacità di mobilitazione.
L’obiettivo è quindi duplice: portare il Partito nella città, per interpretarne le istanze e le aspettative, e al contempo portare la città nel Partito, attirando cioè nuove energie e nuove risorse.
Penso ad un Partito solido nelle proprie strutture e, al contempo, dinamico per meglio rispondere agli stimoli ed alle sollecitazioni.
Un partito in grado di discutere al proprio interno, ma poi capace soprattutto di operare una sintesi.
Capace cioè in ultima analisi di dar seguito alle pur utili parole con l’azione.

CREMONA E NOI

La realizzazione di un Partito in grado di riallacciare i fili di un dialogo possibile con le forze vive e vitali della città è quindi l’obiettivo di fondo da perseguire sulla scia di quanto hanno saputo fare fino ad oggi la segreteria uscente, cui va tutto il nostro ringraziamento.
A circa due anni dall’inizio dell’era amministrativa del centrodestra risulta sempre più evidente l’insufficienza di questa nuova classe dirigente.
Dovevano essere i portatori di una svolta epocale nella gestione della cosa pubblica ed, invece, la Città si sta accorgendo, purtroppo e a proprie spese, che è tutto il contrario.
Occasioni perdute, scelte sbagliate, atti di arroganza, litigiosità, palese inesperienza amministrativa, subalternità ai poteri forti della città. E’ un cocktail micidiale quello che il centrodestra sta propinando ai cremonesi ed alla città.
Affermo questo con dispiacere e con grande preoccupazione perché se è già delittuoso minare alle fondamenta una bella manifestazione, come era la rassegna estiva dell’Arena Giardino, non riesco a calcolare i danni generati da una eventuale non gestione oculata di vicende pesanti e dolorose come quella della Tamoil.
Da qui la necessità di essere sulle cose e di prepararsi da subito al dialogo ed al confronto con tutti coloro che guardano e guarderanno a noi come ad una forza credibile in grado di realizzare una vera alternativa di governo locale.
Se sarò segretario cittadino questo sarà il mio impegno quotidiano, se il PD farà una scelta diversa il nuovo segretario potrà contare, se lo vorrà, su tutto il mio entusiasmo e la mia voglia di fare qualche cosa di buono per la nostra Cremona.

 

 

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