Martedì, 31 marzo 2020 - ore 21.27

Per difendersi dal coronavirus i casi di intossicazione da disinfettanti sono cresciuti del 65%

Centro antiveleni dell'Ospedale Niguarda: ''C'è chi seguendo ''ricette fai da te'' prepara miscele di sostanze chimiche non compatibili tra loro. I bambini sono i più esposti, l’incremento delle intossicazioni pediatriche è del 135%''

| Scritto da Redazione
Per difendersi dal coronavirus i casi di intossicazione da disinfettanti sono cresciuti del 65%

Sono almeno 100mila le sostanze chimiche ad oggi presenti sul mercato e ovunque intorno a noi, e molte di queste possono essere dannose per la salute umana se non impiegate in modo adeguato: un rischio che generalmente non percepiamo ma che, soprattutto in una situazione di crisi e incertezza come quella che stiamo sperimentando a causa della pandemia da coronavirus, può produrre impatti  significativi come mostrano i dati raccolti dal Centro antiveleni dell’Ospedale Niguarda, tra i più importanti riferimenti italiani per la diagnosi e il trattamento di intossicazioni acute.

In questi giorni di emergenza – spiegano dal Centro – l’uso dei disinfettati per proteggerci dall’infezione da coronavirus è cresciuto vertiginosamente. Dall’inizio dell’emergenza, infatti, le richieste di consulenza per intossicazione da disinfettati è aumentata circa del 65%, e fino al 135% nella fascia di età inferiore ai 5 anni.

«C’è chi seguendo tutorial online e “ricette fai da te”, prepara miscele di sostanze chimiche non compatibili tra loro – spiega Franca Davanzo, direttore del Centro – Chi imbeve le mascherine con quantità eccessive e poi le indossa, inalando un elevato dosaggio di sostanze chimiche. C’è anche chi, e sono purtroppo i casi più frequenti, riempie la casa di bottiglie di disinfettati commerciali o preparati artigianalmente, e li lascia , magari in bottigliette non etichettate, alla portata dei bambini. E proprio loro risultano i più esposti, l’incremento delle intossicazioni pediatriche è infatti del 135%. Proprio per loro dobbiamo prestare la massima attenzione, i più piccoli infatti trovano in casa questi contenitori non custoditi e li ingeriscono accidentalmente».

In questi casi valgono le raccomandazioni di sempre: non lasciare i contenitori dei prodotti alla portata dei bambini e, in caso di ingestione, prima di recarsi in pronto soccorso – soprattutto in questi giorni d’emergenza sanitaria – è bene chiamare un centro antiveleni  per capire se è necessario o meno un successivo accesso al pronto soccorso.

 

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