Venerdì, 25 settembre 2020 - ore 08.43

Pianeta Anziani Alimentazione a salute delle persone anziane

È da segnalare una vera e propria diminuzione dei pasti giornalieri per una quota minoritaria (ma non marginale: intorno al 15%-20%) di anziani che saltano il pranzo o la cena, a causa della perdurante crisi economica.

| Scritto da Redazione
Pianeta Anziani Alimentazione a salute delle persone anziane

Le abitudini alimentari delle persone anziane hanno un sicuro influsso sulle condizioni di benessere e sulla salute. Ciò si lega alla necessità di mantenere una buona alimentazione e una dieta equilibrata in particolare nelle fasi avanzate dell’età. Attraverso la ricerca "Pensa a cosa mangi" svolta dallo Spi Cgil e dalla Fondazione Di Vittorio, con la collaborazione dell’Auser nazionale, vengono in luce sia le possibilità e i limiti oggettivi sia gli orientamenti soggettivi a seguire una buona alimentazione.

La ricerca verrà presentata a Bra (Cuneo) all'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche il 4 aprile durante un convegno nazionale che vedrà la partecipazione di grandi esperti di cibo e alimentazione. A introdurre i lavori sarà la segretaria nazionale Spi Cgil Mina Cilloni. A seguire il saluto del Presidente nazionale di Auser Enzo Costa. I risultati della ricerca saranno illustrati da Beppe De Sario della Fondazione Di Vittorio. A seguire la tavola rotonda con Matteo Guidi, Amministratore Delegato Last Minute Market srl, Roberto Morgantini, Vice Presidente di Amici di Piazza Grande onlus, Carlo Petrini Presidente Internazionale Slow Food. A condurre sarà il direttore del giornale LiberEtà Giorgio Nardinocchi. Le conclusioni saranno affidate al nostro segretario generale Ivan Pedretti.

È da segnalare una vera e propria diminuzione dei pasti giornalieri per una quota minoritaria (ma non marginale: intorno al 15%-20%) di anziani che saltano il pranzo o la cena, a causa della perdurante crisi economica.

Oltre alle difficoltà economiche, un elemento critico che influenza la buona alimentazione risiede nelle forme della convivenza e nell’accessibilità del territorio: le persone sole, e quelle via via più anziane, hanno minori opportunità relazionali e di stimolo per tenere alti gli standard alimentari, mostrando anche un raggio d’azione della spesa più ristretto.

Nel complesso, gli anziani si mostrano disponibili a cambiare la propria dieta e anche ad attivarsi nella frequenza di corsi di formazione e occasioni informative. Questo orientamento risulta più accentuato tra le donne, al centro-nord, tra le persone che convivono con il coniuge e anche tra le persone che hanno diminuito i pasti a causa della crisi (con l’eccezione, significativa, delle persone con i più bassi redditi da pensione).

Fonte spi-cgil 

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