Domenica, 17 dicembre 2017 - ore 22.11

Pianeta Anziani L’ASST TI INFORMA SULLA RIFORMA : la presa in carico della cronicità

PIU’ DI CENTO PERSONE INTERVENGONO ALLA CAMERA DEL LAVORO DI CREMONA Piace il nuovo modello di presa in carico a sostegno delle persone più fragili

| Scritto da Redazione
Pianeta Anziani  L’ASST TI INFORMA SULLA RIFORMA : la presa in carico della cronicità Pianeta Anziani  L’ASST TI INFORMA SULLA RIFORMA : la presa in carico della cronicità

“L’ASST di Cremona ti informa sulla riforma”: molto partecipato l’incontro di questa mattina organizzato dall’ASST di Cremona, in collaborazione con ATS Val Padana e le organizzazioni sindacali. Più di cento sono, infatti, le persone intervenute alla Camera del Lavoro di Cremona per ascoltare e comprendere meglio il nuovo sistema di presa in carico dei pazienti con patologie croniche. L’importanza dell’evento di oggi è data soprattutto dagli interlocutori presenti in platea, ossia coloro che in modo capillare sono vicino alla popolazione, attraverso le moltissime attività di sportello, ascolto e sostegno tese alla cittadinanza.

A fare gli onori di casa Monica Vangi (Segretaria Confederale CGIL - Cremona) che ha introdotto i relatori Camillo Rossi (Direttore ASST di Cremona), Salvatore Mannino (Direttore ATS Val Padana), Alessandra Bruschi (Direttore Amministrativo) Rosario Canino (Direttore Sanitario ASST di Cremona) e Paola Mosa (Direttore Socio Sanitario ASST di Cremona).

La riforma della sanità Lombarda è anzitutto una risposta al Piano nazionale della cronicità che tratta due questioni centrali: l’invecchiamento progressivo della popolazione e il conseguente impatto sociale e sanitario di questo fenomeno. Non va dimenticato che in Lombardia il 30% degli assistiti sono interessati da una o più malattie croniche. Considerato che sono i pazienti cronici/fragili a dover ricorrere con maggiore frequenza ai servizi sanitari, migliorare l’attenzione nei loro confronti è una necessità a cui la Riforma Lombarda darà una risposta concreta.

Cosa significa presa in carico della cronicità? “Significa riconoscere che una persona con una o più malattie croniche necessita di un approccio clinico e assistenziale complessivo, che tenga conto delle correlazioni fra patologie e preveda un percorso di cura unico e multi – specialistico - ha spiegato Camillo Rossi. Per questo la riforma lombarda prevede che il paziente cronico abbia un solo interlocutore (gestore) che pensa a tutto. Con la sottoscrizione del “patto di cura” e la predisposizione di un Piano di Assistenziale Individuale (PAI) il gestore accompagna la persona dall’inizio. Il paziente non si dovrà più preoccupare delle “ricette”, di quando e come prenotare gli esami o le visite: è il gestore a farlo per lui. L’innovazione sta nel non “delegare”al paziente la gestione del suo percorso di cura, ma aiutarlo e sostenerlo in modo concreto sul lungo periodo e in ogni fase. Più che un modello di presa in carico - conclude Rossi - è un metodo, un approccio di cura teso alla persona per la persona. Una semplificazione dell’accesso ai servizi con percorsi ordinati e programmati”.

Salvatore Mannino ha rappresentato in modo puntuale la “mappa della cronicità” della Val Padana, mettendo in evidenza i bisogni specifici delle diverse realtà territoriali. “L’analisi del bisogno – ha spiegato Mannino – è funzionale a una programmazione mirata della distribuzione dei servizi dove servono davvero”.

Proprio ieri l’ATS ha completato l’identificazione dei gestori che potranno esercitare il ruolo che la riforma assegna loro. In tal senso Cremona e provincia si sono rivelata realtà virtuose: la maggior parte dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta ha aderito al percorso di presa in carico dei pazienti cronici. “Un risultato significativo per la nostra ATS che registra sinora la più alta adesione di tutta la Lombardia grazie ad un lavoro efficace di informazione e promozione dei contenuti della riforma – ha affermato Mannino”. Durante l’incontro è stata ribadita più volte la centralità del medico di famiglia quale interlocutore essenziale per il paziente. “I medici di medicina della Città di Cremona e del suo territorio hanno risposto in larga misura aderendo alla riforma e proponendosi come gestore. Questo modello di presa in carico promuove la medicina d’iniziativa (è il medico a mettersi in contatto con il paziente) e favorisce una rete di alleanze e dinamiche aggregative fra medici di famiglia, specialisti, strutture ospedaliere e strutture accreditate che facilita il paziente nel suo percorso di cura. Regolando l’appropriatezza delle prestazioni e l’aderenza terapeutica”.

“L’ASST di Cremona sta, inoltre, lavorando intensamente per la costruzione di una rete di servizi fondata su accordi tecnico/operativi e alleanze con gli altri soggetti – ha spiegato Paola Mosa. In primis, accordi e alleanze con i servizi sociali dei comuni, gli enti erogatori, le fondazioni. Il nostro è un territorio ad elevata esperienza di cura, e questa è una risorsa importantissima e irrinunciabile per l’attuazione della riforma e la presa in carico delle persone più fragili e con patologie croniche”.

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