Mercoledì, 16 ottobre 2019 - ore 09.04

Pianeta migranti. Gli immigrati e i rifugiati fanno crescere il PIL

Una cosa è certa: chi arriva via mare o via terra in Europa, non “ruba” il posto di lavoro alle persone dei Paesi che li ospitano, ma crea ricchezza. Lo dimostrano recenti studi: l’University College di Londra e un rapporto della Tent Foundation.

| Scritto da Redazione
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La situazione generale di crisi finanziaria, del mercato del lavoro e del sistema pensionistico ha favorito la propaganda anti-immigrazione condotta da quasi tutte le forze politiche e dai media. Solo recentemente hanno iniziato a diffondersi studi che dimostrerebbero come le migrazioni generano anche nuova ricchezza, e nuove opportunità di sviluppo.

I risultati di uno studio del 2014 di Christian Dustmann [1]  (professore di economia all’University College di Londra e presidente degli economisti europei del lavoro) dimostrano che gli immigrati arrivati nel Regno Unito fra il 2000 e il 2011 hanno versato 22 miliardi di sterline in più di ciò che hanno ricevuto sotto forma di benefici sociali e sussidi. Dicono che se l’Europa non mette in atto interventi immediati e trasparenti per far sì che i profughi possano essere integrati nel mondo del lavoro i populismi sono destinati ad avanzare e la crisi umanitaria dei migranti in Europa è destinata a crescere: ciò non a causa della mancanza di risorse, ma di mancanza di volontà politica. Secondo un rapporto della Tent Foundation, una ong inglese, pubblicato solo poche settimane fa, l'accoglienza dei profughi incrementerà il debito pubblico dell'Unione europea nel suo complesso per 69 miliardi di euro entro il 2020, ma nello stesso periodo i rifugiati faranno crescere il Pil di 126,6 miliardi. «Ma affinché questo si realizzi, gli Stati devono facilitare l’ingresso dei rifugiati in campo economico, riducendo ad esempio le restrizioni al mercato del lavoro, riconoscendo e valorizzando le competenze professionali dei richiedenti asilo in modo da poter rispondere ai bisogni delle aziende».“Investire un euro nell’accoglienza ai rifugiati può produrre quasi due euro in benefici economici entro cinque anni”, ha affermato, l'autore del rapporto Philippe Legrain [2],  ex consigliere economico del presidente della Commissione europea. Secondo il rapporto, i rifugiati dovrebbero riuscire a ottenere un impiego subito dopo il loro arrivo in un Paese, questo potrebbe aiutare a risolvere una serie di problemi economici, vale a dire, creare posti di lavoro, aumentare la domanda di beni e servizi, sostenere le finanze pubbliche. Inoltre rifugiati potrebbe anche diventare una soluzione per le questioni demografiche in Europa visto che le popolazioni locali stanno invecchiando.

“In questo quadro, è assurdo pensare di affrontare il fenomeno dei migranti economici e dei rifugiati come un problema di ordine pubblico. Servono politiche di integrazione serie in grado di creare condizioni che permettano a migranti e rifugiati di contribuire non solo alla crescita economica dei paesi di destinazione ma anche al mantenimento dei rispettivi sistemi fiscali e di welfare».

Ne sono convinti Carlotta Sami, portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati nell'Europa meridionale, e Federico Soda, direttore dell'ufficio per il Mediterraneo dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Che i leader europei si spaventino per circa un milione di persone, pari allo 0,2 della sua popolazione totale, che arriva in Europa in cerca di lavoro è abbastanza imbarazzante», ha detto il direttore dell’OIM.

[1]  http://www.cream-migration.org/files/Press_release_FiscalEJ.pdf

[2] http://uk.businessinsider.com/tent-refugee-report-philippe-legrain-economic-analysis-on-eu-immigration-2016-5

 

 

 

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