Il Parco del Po e del Morbasco è un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, istituito con deliberazione di Giunta Provinciale di Cremona il 21 ottobre 2003. A nostra precisa richiesta, la Provincia ha risposto, il giorno 28 gennaio 2011
Il Comune di Cremona, a nostra precisa richiesta, ha risposto il giorno 26 gennaio 2011.
C'è una certa differenza. Cerchiamo di capirne il perché analizzando in particolare la zona interessata all'edificazione, quella del comparto denominato AS 13 P.I.I. Morbasco sud, ripercorrendone la storia. Anno 2008, la deliberazione consiliare del 22 settembre adotta il nuovo PGT, si aprono quindi i termini previsti per le osservazioni. Una di queste è relativa all'area di via Chiese – via Primo maggio, e così recita:
Rilevata una discordanza tra le retinature relative alla zona di rischio idrogeologico nella tavola PR6, PR2.3 e la scheda di Piano AS13. Uniformare le tavole PR6 e PR2.3 alla scheda di piano utilizzata per la redazione del piano attuativo.
Il termine "discordanza" è corretto: assenza di caratteri comuni tra due o più cose che risultano pertanto inconciliabili. Esistono cioè dei vincoli che limitano l'area edificabile. Per rendere conciliabili le "retinature" viene richiesto semplicemente di modificarle, senza specificare quali siano i motivi della discordanza. La richiesta è dello studio che si incaricherà, successivamente, della progettazione degli edifici. L'esito della richiesta è favorevole:
Si tratta di un errore materiale generatosi dal mancato allineamento con l'indicazione del centro edificato. Si riallinea il limite del vincolo idrogeologico al perimetro del centro edificato. Sarà necessario, in occasione della prima variante al Documento di Piano, adeguare di conseguenza anche la tavola DP15 – Studio geologico – Carta della fattibilità geologica delle azioni del piano.
Così, in base a presunte discordanze non meglio specificate, il ritaglio dei vincoli consente al "privato" di chiedere l'ampliamento della superficie da edificare. Questa superficie aggiuntiva ricade nell'area del PLIS del Po e del Morbasco, al quale viene sottratta, con conseguente modifica dei confini. Questo aspetto però non è nemmeno preso in considerazione.
Questo passaggio però non resta inosservato in Provincia, che nella verifica di compatibilità con il P.T.C.P., richiede al Comune diverse indicazioni, tra le quali:
- una planimetria in scala 1:10.000 realizzata su CTR e contenente il perimetro del Parco modificato, su supporto cartaceo e digitale; in colore giallo dovranno essere evidenziate le aree da escludere e in rosso le aree da includere.
- uno stralcio dello strumento urbanistico vigente alle nuove aree
- una relazione descrittiva che evidenzi le motivazioni delle inclusioni e delle esclusioni
- copia della forma di gestione scelta fra i Comuni partecipanti al Parco o in alternativa il consenso formale dei Comuni inseriti nel Parco, alla modifica dello stesso.
Queste richieste non sono state ottemperate, ed ecco il motivo per cui il confine del Plis del Po e del Morbasco, in Provincia, è ancora quello ante PGT. Nel frattempo il PGT viene approvato definitivamente (marzo 2009). Il 2010 è l'anno dell'attuazione del P.I.I. Morbasco Sud, cioè il contestato piano che vede, a fronte di una cessione al Comune di aree destinate a verde, una consistente edificazione: tre palazzi di sei piani, due a quattro piani, villette a schiera. Prima della modifica dei confini del PLIS del Po e del Morbasco sarebbe stata possibile l'edificazione di solo due palazzi e alcune villette.
Questi argomenti erano ben presenti nelle osservazioni al PII che abbiamo presentato, ma non hanno ottenuto risposta. Recentemente abbiamo nuovamente richiesto le motivazioni di questa rettifica di confini, e così ci è stato risposto:
Le variazioni apportate al perimetro derivano da:
- rettifiche dovute al cambiamento del supporto cartografico di riferimento (di maggior dettaglio rispetto al precedente)
- ridelimitazioni a fronte di strategie attuative inerenti il Sistema insediativo ed il Sistema ambientale, tramite l'utilizzo degli Ambiti di Trasformazione ambientale-residenziale.
Una non-risposta, o meglio, una risposta talmente superficiale e banale che assomiglia più a un "fatevi gli affari vostri". C'è però un altro argomento che non è stato preso in considerazione, ovvero il vincolo imposto sui corsi d'acqua dalla "legge Galasso", un'area di rispetto di 150 metri dalle sponde del Morbasco.
Sovrapponendo la carta dei vincoli (blu) con quella della concessione edilizia (rosso), si nota che una parte edificabile (evidenziata in verde), è all'interno dell'area vincolata. Per poco, ma quanto basta per aggiungere all'area in oggetto un palazzo di quattro piani.
Il mistero del confine modificato quindi non è stato ancora svelato, anche se è evidente il risultato: una edificazione altrimenti non possibile. Forse è arrivato il momento di chiarire a Provincia e ai cittadini cremonesi le motivazioni di queste decisioni, con puntuali risposte e precisazioni, con una trasparenza fino ad ora non dimostrata.
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