Martedì, 11 agosto 2026 - ore 20.23

UIL l’Italia continua a subire una perdita inarrestabile di capitale umano qualificato.

Il bilancio per le nuove generazioni resta in profondo rosso

| Scritto da Redazione
UIL l’Italia continua a subire una perdita inarrestabile di capitale umano qualificato.

I dati Istat confermano che l’Italia continua a subire una perdita inarrestabile di capitale umano qualificato. Nonostante una lieve flessione degli espatri nel 2025, il bilancio per le nuove generazioni resta in profondo rosso. Servono politiche attive del lavoro efficaci, che riconoscano il valore dei titoli di studio e garantiscano ai giovani un lavoro stabile, dignitoso e adeguatamente retribuito.



Tra il 2019 e il 2024, l'Italia ha registrato una perdita netta di 161.000 giovani italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Nello stesso periodo - ha precisato Veronese - il saldo migratorio dei giovani laureati italiani (25-34 anni) ha segnato un passivo di 78.000 unità.



La situazione è particolarmente allarmante al Sud dove tra il 2019 e il 2025, 150.000 giovani laureati hanno lasciato il Mezzogiorno per dirigersi verso il Centro Nord e l’estero. È inaccettabile che il nostro Paese investa nella formazione dei propri giovani, ma non sia in grado di offrire prospettive di lavoro e vita dignitose.



Il fatto che il saldo migratorio totale dei laureati risulti lievemente positivo (+10.000 unità), grazie all'apporto di giovani qualificati stranieri (+88.000), non può essere usato come scusa per ignorare il problema.

Uil nazionale 

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