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Roma. Pronto soccorso

| Scritto da Redazione
Roma. Pronto soccorso

Roma, 10 Gennaio 2013. Le immagini di pazienti in attesa sulle barelle delle ambulanze, e per questo bloccate,  della Capitale d'Italia, ha fatto il giro dei media. Gia', come e' possibile? Siamo messi cosi' male? Vero e' che il pronto soccorso di un ospedale e' l'imbuto di una organizzazione che non riesce a far fronte alle emergenze, tali o presunte. Tempo fa si era imposto un ticket  sui cosiddetti codici bianchi, cioe' quelle di ultima emergenza. L'iniziativa si e' dimostrata inefficace (evitiamo di dire che lo avevamo detto), nonostante le roboanti dichiarazioni dei nostri governanti sull'intasamento dovuto a semplici mal di testa. Il motivo e' semplice: chi stabilisce il codice bianco? Il medico. E quale medico si assume la responsabilita' di dichiarare codice bianco un forte mal di testa o di pancia?
A nessuno piace frequentare un pronto soccorso e, se ci si reca, si presuppone che se ne valuti la necessita'. Ovvio che i pronto soccorso dovrebbero esaminare i casi, appunto, da pronto soccorso. Si tratta allora di attivare dei filtri intermedi, quali i medici di base e la guardia medica. Un tempo il medico di base (di famiglia) divideva la giornata tra visite domiciliari e studio. Oggi non e' piu' cosi'. Occorre tornare al passato per guardare al futuro!
In Germania i medici di base vengono penalizzati economicamente se i propri assistiti ricorrono al pronto soccorso per un codice bianco. Germania docet!

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