Dopo la pausa estiva si attende la ripresa di STRADIVARIfestival, la principale rassegna musicale che il Museo del Violino realizza con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini, Unomedia e MdV friends. Il grosso della manifestazione si concentra infatti nella stagione autunnale, quando solitamente Cremona esalta il suo ruolo di “ecosistema” di liuteria e musica, con la consueta proiezione allo STRADIVARImemorialday del 18 dicembre, anniversario della morte del più grande liutaio della storia. Tutti i concerti si tengono in Auditorium Giovanni Arvedi con inizio alle ore 21. “Il dialogo e il confronto tra repertorio storico e musica più vicina a noi, ovvero tra i classici, il Novecento e la contemporaneità è il tratto caratterizzante di questa edizione del festival, che di fatto quest'anno si sviluppa come una vera e propria stagione musicale – afferma il direttore artistico Roberto Codazzi -. Non il cosiddetto crossover, dunque, bensì tutta Grande Musica ancorché concepita in epoche diverse”.
Questa fisolofia si applica già dal primo concerto, quello del 29 settembre: i colori sfumati, i chiaroscuri e le atmosfere del Nord sono infatti al centro del programma di Wiener Concert-Verein, una delle migliori orchestre da camera europee. Un programma che alterna due caposaldi del tardo Ottocento e del Novecento storico quali sono Edvard Grieg e Benjamin Britten, a lavori di più raro ascolto del danese Carl Nielsen e del britannico Granville Bantock, partiture che sintetizzano in modo incantevole elementi di sapore folk con le più evolute armonie della musica colta tardo romantica.
È un nuovo e originale modo di intendere e proporre la musica quello che Raffaele Pe, definito dal Times “baroque star”, controtenore tra i più contesi e affermati, presenta in questo progetto che lo vede – anche in veste di pianista oltre che di cantante – al fianco del popolare bassista Saturnino a ritmare un programma intitolato Barocco & Other Stories che cavalca gli stili e i secoli senza che il pubblico se ne accorga, da Monteverdi ai Beatles, da Henry Purcell a Modugno e Jobim (10 ottobre). Un ensemble di formidabili solisti/cameristi il 17 ottobre mette assieme le forze in questo progetto che propone due meravigliosi Quintetti, il primo “naturale” il secondo frutto di trascrizione dall’originale per quartetto. Quello “naturale” è La Trota di Schubert, “il più grande poeta in musica che sia mai esistito”, come lo definisce Liszt, l’altro è invece frutto di una elaborazione di Schönberg che aggiunge il contrabbasso al Quartetto in sol minore di Brahms per creare un organico assolutamente originale nella storia della musica da camera.
Splendido il progetto Time, ideato dal grande violinista Sergey Khachatryan, atteso al debutto sul palco dell’Auditorium Arvedi in duo con la sorella pianista Lusine (7 novembre). Il palinsesto spazia dalla Sonata n. 2 per violino e pianoforte di Bach a capolavori del Novecento storico di Ravel e Busoni. Ma il virtuoso armeno e la sorella non rinunciano mai a innestare opere di autori della loro terra, diventandone una sorta di ideali ambasciatori musicali, nello specifico Edvard Baghasaryan (1922–1987) e Komitas Vardapet (1869-1935).
Edvard Grieg e Sergej Rachmaninov non hanno scritto molta musica per violoncello, anzi, ma le loro opere per questo strumento sono capolavori, in particolare le rispettive Sonate per violoncello e pianoforte, quella del compositore norvegese dedicata al fratello John, buon violoncellista, e quella del compositore russo dedicata ad Anatolij Brandukov, protagonista della prima esecuzione. È imperniato su questi due pilastri del repertorio il debutto all’Auditorium Arvedi della grande violoncellista argentina Sol Gabetta, in duo con il pianista Bertrand Chamayou (26 novembre).
I liutai dell’epoca classica non costruivano solo violini e strumenti ad arco. Stradivari, per esempio, si cimentò anche con diversi tipi di strumenti a pizzico, tra cui l’arpa. Per questo STRADIVARIfestival dedica il 5 dicembre un concerto a questo affascinante strumento e a colui che è oggi considerato il suo massimo interprete, Xavier de Maistre, alle prese con un programma che va dal barocco al nostro tempo. Al suo fianco la Camerata Vienna Milano, ensemble di prestigio che unisce membri dei Wiener Philharmoniker e dell’Orchestra del Teatro alla Scala.
È un programma originale quello che quest’anno ricorda l’anniversario della scomparsa del più grande liutaio della storia nel tradizionale STRADIVARImemorialday (18 dicembre), non solo per la presenza di Francesca Dego, violinista oggi di fama internazionale che ha formato il suo talento proprio a Cremona, quanto per la formazione che la affianca (il clarinettista Alessandro Carbonare e il pianista Alessandro Taverna) ma soprattutto per il programma per niente affatto scontato. Dego suona un prezioso violino Antonio Stradivari per gentile concessione di J. & A. Beare di Londra.
BIGLIETTI. Sono in vendita al Museo del Violino (tel. 0372 080809) o su Vivaticket con prezzi da 25 a 30 euro, a seconda dei settori, e il consueto ridotto per studenti a 12 euro.