Venerdì, 14 dicembre 2018 - ore 08.11

Scomparsa del piccolo Marco Zani. A Silvia ai fratelli di tutte le donne e i bambini vittime di violenza (MIA)

Le donne dell’Associazione Mia - Centro Antiviolenza di Casalmaggiore - come cittadine e operatrici del settore, esprimono profondo cordoglio per quanto avvenuto nel tragico evento dello scorso giovedì 22 Novembre.

| Scritto da Redazione
Scomparsa del piccolo Marco Zani. A Silvia ai fratelli  di tutte le donne e i bambini vittime di violenza (MIA)

Scomparsa del piccolo Marco Zani. A Silvia ai fratelli  di tutte le donne e i bambini vittime di violenza (MIA)

Le donne dell’Associazione Mia - Centro Antiviolenza di Casalmaggiore - come cittadine e operatrici del settore, esprimono profondo cordoglio per quanto avvenuto nel tragico evento dello scorso giovedì 22 Novembre.

Il pensiero va alla mamma, Marco, ai fratelli.

A tutte quelle donne e bambini che quotidianamente e silenziosamente subiscono umiliazioni, violenze fisiche, psicologiche, sessuali, economiche, maltrattamenti famigliari ma non trovano forza e strumenti concreti per uscirne.

Nel momento di forte vicinanza alla sofferenza di questa famiglia, chiediamo a tutte le Istituzioni, scuole, associazioni del territorio casalasco-viadanese e alla comunità intera, di lavorare insieme per ascoltare e credere alle donne, per proteggerle e intervenire tempestivamente non sottovalutando segnali e rischi che emergono dalle loro testimonianze. Dobbiamo trovare coraggio, professionalità e risorse per prevenire e contrastare questo fenomeno a partire dall’abbattimento di quegli stereotipi che, in nome di una più ampia unità famigliare, rendono difficoltoso il riconoscimento del problema e ritardano l’attuazione di un già complesso programma a tutela delle vittime.

Esortiamo oggi l’opinione pubblica, i mezzi di comunicazioni e la cittadinanza al raccoglimento, alla riflessione, non avanzando parole, giudizi ed interpretazioni che possano ledere ulteriormente la sofferenza della donna e dei figli che da mesi e forse anni vivono nel terrore e nella precarietà del loro futuro. Non dobbiamo minimizzare e giustificare atteggiamenti di discriminazione, prevaricazione e odio all’interno di relazioni famigliari: segnali spesso premonitori di comportamenti ancora più violenti.

Mettiamoci in rete, ciascuno con le proprie energie e competenze, per sviluppare un modello di lavoro integrato che parta da presupposti ideologici e operativi condivisi. Dobbiamo tutti iniziare a considerare ogni atteggiamento violento come un problema sociale e quindi pubblico, anche se agito all’interno di una dimensione privata come quella delle mura domestiche. Poniamo al centro del dibattito pubblico, i diritti di donne e minori a rimanere nel proprio ambiente e in condizioni di scurezza.

Le operatrici dell’Associazione Mia si mettono a servizio delle donne e della Comunità tutta, per costruire insieme una cultura di rispetto e pari opportunità, per uomini e donne, per farci unitamente attori nella realizzazione di una società migliore e più giusta, anche attraverso un’educazione libera da pregiudizi con cui crescere i bambini e le bambine di oggi, unica e necessaria opportunità di cambiamento.

Le donne di MIA (Casalmaggiore)

 

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