Stare dalla parte dell'acqua. Sabato 29 gennaio presso il consiglio comunale di Soresina è stata posta in discussione una proposta di deliberazione redatta sulla falsariga del testo allestito dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Lo scopo era ed è quello di impegnare il comune ad agire e prendere posizione affinché i referendum che si terranno in primavera non vengano resi inutili dalla privatizzazione del servizio, ormai alle porte in provincia di Cremona. Dunque non si trattava di pronunciarsi a favore o contro la privatizzazione, bensì a favore o contro la possibilità dei cittadini di contare davvero qualcosa. Il sindaco di Soresina e la sua maggioranza hanno invece ottusamente rigettato la proposta e, non contenti, hanno ribadito ufficialmente, in più momenti del dibattito, il loro favore alla nota ipotesi di privatizzare una larghissima fetta del servizio (il 40%). Le ragioni presentate dalla maggioranza per motivare tale scelta erano sostanzialmente legate a slogan retorici: uno in particolare vale la pena di essere commentato, quello secondo il quale il pubblico è sempre e comunque un “carrozzone inefficiente”. Sorprende che una amministrazione che ha in gestione una storica ed importante azienda completamente pubblica la tacci di inefficienza: o si tratta di una autoaccusa di incapacità di governo oppure non si ha la coscienza di quanta storia, capacità, impegno, lavoro e lungimiranza politica sono rappresentati da quei lavoratori e da quelle aziende. Un patrimonio che il Movimento per l’Acqua vuole salvaguardare e migliorare, che invece altri vogliono regalare agli appetiti dei privati, senza preoccuparsi se poi i cittadini (ridotti a consumatori) ne subiranno le conseguenze.
Ringraziamo il consigliere Lacchini per l’impegno nel difendere la proposta di deliberazione e la competenza con cui ha presentato la proposta e l’ha difesa dalle obiezioni della maggioranza. Siamo altresì contenti che tutte le minoranze abbiano votato a favore di tale proposta ed argomentato a loro volta la propria posizione.
Quest’ultimo elemento, che si può considerare positivo in prospettiva, non rende però conto della realtà della società soresinese e più in generale italiana, che è fortemente contraria alla privatizzazione dei servizi essenziali alla vita e lo è senza distinzioni politiche: noi siamo certi che i soresinesi al momento in cui saranno chiamati ai referendum voteranno sì, avranno la forza di non piegarsi a questi squallidi tentativi di ostacolare l’esercizio dei loro sacrosanti diritti.
Fonte:
-- per il Comitato referendario
"L'acqua non si vende!" della provincia di Cremona
giampiero carotti
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