CREMONA, INQUINANTI NELLE FALDE. POLLINI (M5S): «REGIONE E PROVINCIA CONFERMANO LE PREOCCUPAZIONI, SERVONO NUOVE INDAGINI E RISORSE PER LA BONIFICA»
Le indagini ambientali condotte dalla Provincia di Cremona hanno confermato la presenza di contaminazioni nelle acque sotterranee dell’area Porto Canale e del deposito Inertex. È quanto emerge dalla risposta ricevuta dalla consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Paola Pollini, che ha il deposito un’interrogazione per chiedere alla Regione di finanziare gli approfondimenti necessari e i conseguenti interventi di risanamento.
Paola Pollini (Consigliera regionale M5s Lombardia): «Il monitoraggio, costato complessivamente 83.768 euro, ha rilevato nell’area Porto Canale superamenti delle concentrazioni previste dalla legge per arsenico, ferro e manganese oltre a una lieve contaminazione da tetracloroetilene e triclorometano. Nell’area del deposito Inertex sono stati invece confermati valori eccedenti i limiti per arsenico, ferro e manganese in tutta l’area indagata e modesti superamenti per il cloruro di vinile in tre piezometri.
I risultati esposti all’interno della relazione della Provincia confermano le nostre preoccupazioni. Nelle due falde sono presenti sostanze che superano le concentrazioni previste dalla normativa. Il problema è che, dopo anni di accertamenti, non è stato individuato il responsabile della contaminazione e non risultano finanziamenti dedicati a ulteriori indagini o a interventi di bonifica. Gli stessi tecnici ritengono necessari nuovi approfondimenti. Per questo depositerò un’interrogazione per chiedere a Regione Lombardia di individuare, insieme al Comune di Cremona e agli altri enti competenti, le risorse necessarie per completare le indagini, definire un piano di caratterizzazione e programmare gli eventuali interventi di bonifica. Non è accettabile che gli approfondimenti indicati dagli stessi tecnici restino sulla carta, perché le aree sono private o perché viene considerato improbabile l’accesso a ulteriori finanziamenti regionali. Il territorio cremonese sopporta già una fortissima pressione ambientale. La relazione pur non attribuendo responsabilità, indica le aree all’interno delle quali sarebbero auspicabili supplementi mirati di indagine. È quindi necessario fare piena chiarezza, monitorare l’evoluzione delle contaminazioni e tutelare concretamente l’ambiente e la salute dei cittadini. In questo percorso anche Regione Lombardia deve essere chiamata a fare la propria parte e sostenere gli enti locali».
Milano, 14 settembre 2026
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