Lunedì, 21 ottobre 2019 - ore 12.17

Studio Ires Cgil Emilia Romagna L'altra emigrazione, se ne vanno gli italiani di Giuliano Guietti

Il numero di chi fugge dall'Italia è quasi quadruplicato dal 2002 al 2017. Cresce nel tempo il peso percentuale dei laureati. Mete preferite Regno Unito, Germania, Francia e Svizzera. Le partenze soprattutto dalle regioni del Nord

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Studio Ires Cgil  Emilia Romagna  L'altra emigrazione, se ne vanno gli italiani di Giuliano Guietti

Studio Ires Cgil  Emilia Romagna  L'altra emigrazione, se ne vanno gli italiani di Giuliano Guietti

Il numero di chi fugge dall'Italia è quasi quadruplicato dal 2002 al 2017. Cresce nel tempo il peso percentuale dei laureati. Mete preferite Regno Unito, Germania, Francia e Svizzera. Le partenze soprattutto dalle regioni del Nord

Il tema dell’immigrazione domina ormai da tempo il dibattito politico di molti Paesi, tra i quali certamente anche il nostro. Molta meno attenzione si presta al fenomeno opposto, quello dell’emigrazione, che tuttavia in Italia risulta fortemente in crescita, in particolare a partire dagli anni più acuti della crisi. Un fatto difficile da comprendere, soprattutto alla luce di quanto messo in evidenza dal recentissimo studio dell’Ires Emilia Romagna (pdf) dedicato al fenomeno, da cui si apprende (vedi primo grafico) che il numero delle persone emigrate per anno è quasi quadruplicato dal 2002 al 2017 (dato Istat più aggiornato), fino a raggiungere quasi la metà del numero totale degli immigrati, soglia addirittura superata nel biennio 2015-2016.

Nel valutare i dati complessivi (relativi a emigrazioni e immigrazioni) va considerato che quelli relativi alle emigrazioni si basano sulla cancellazione della residenza anagrafica in Italia, mentre spesso i cittadini italiani che si trasferiscono all’estero mantengono anche per anni la loro residenza nel nostro Paese. Ciò significa che questi dati sottostimano inevitabilmente la dimensione del fenomeno. Tornando comunque ai dati disponibili, si tratta nell’ultimo anno censito (2017, appunto) di oltre 155 mila persone, pari al 2,6 per mille degli abitanti, una quota mai raggiunta in precedenza, più che doppia rispetto a quella di 10 anni prima (1,1 per mille nel 2008).

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