Sabato, 20 giugno 2026 - ore 07.21

Successo per ‘Terre di guerre e viaggi di pace’, serata importante con Arci Cremona

Il volume, presentato con l’autore Giacomo Scotti, è allo stesso tempo saggio e diario della guerra nei Balcani

| Scritto da Redazione
Successo per ‘Terre di guerre e viaggi di pace’, serata importante con Arci Cremona

Ieri, mercoledì 28 ottobre, Arci Cremona, all’interno del progetto Arci Book di Arci Lombardia, ha proposto un incontro pubblico per presentare il libro Terre di guerre e viaggi di pace di Giacomo Scotti: un’opera che è al tempo stesso diario, testimonianza, saggio sulla guerra nei Balcani.



In apertura, Cristian Pavanello, della Presidenza di Arci Cremona, ha ricordato il legame della nostra città con le terre della ex Jugoslavia, attraverso le storie delle persone in fuga durante e dopo la guerra mondiale, per arrivare ai progetti di cooperazione realizzati nella città di Zavidovici. Rosita Viola, Assessora alla Trasparenza e Vivibilità Sociale del Comune di Cremona, per molti anni cooperante nei Balcani, ha sottolineato il ruolo attivo delle Associazioni di volontariato che dal nostro Paese hanno contribuito alla ricostruzione di quei Paesi. È proprio del pomeriggio stesso la notizia dell’arresto di Hanefija Piric (detto Paraga), accusato dell’uccisione avvenuta nel 1993 dei tre volontari italiani impegnati a portare aiuti umanitari: tra loro, il nostro concittadino Fabio Moreni. Le vicende della guerra sono state ricordate da Scotti, autore del libro: ottantotto anni appena compiuti, passo svelto e occhi di ragazzo che guardano lontano, ha ripercorso attraverso i suoi ricordi la storia dei paesi slavi, la caduta della dittatura e le atrocità della guerra. Nato in Campania e trasferitosi in Jugoslavia subito dopo la guerra, ha vissuto tra Napoli e Fiume. Autodidatta enciclopedico, traduttore, scrittore originale, voce indipendente e talvolta scomoda, allo scoppio della guerra nei Balcani si è impegnato per organizzare gli aiuti umanitari alle popolazioni civili, unendo l’impegno umanitario alla attività di corrispondente di guerra. Al termine dell’incontro, qualche battuta sulla attività di poeta e di scrittore per bambini: «Avevo due anni quando è morta mia madre, e mio padre è morto quando ne avevo dodici: non ho mai avuto la possibilità di sentire i racconti di fiabe. Quando ho avuto i figli non sapevo quali storie raccontare, così ho dovuto inventarle».

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