In margine al dibattito in commissione Affari Istituzionali (oggi), alla giunta straordinaria odierna ed al consiglio provinciale di domani a proposito di vendita delle azioni Autocisa, Tibre, etc. anticipo i contenuti del mio intervento se potra' essere di qualche interesse.
La vendita di Autocisa non sarà totale ma del 95% delle azioni.
La fuoriuscita da Tibre ferroviaria e' il segnale della cancellazione di qualsiasi ambizione e prospettiva anche per quanto riguarda il trasporto su rotaia.
Cosi' non si va da nessuna parte.
Cordialmente.
Giuseppe Torchio
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Giovanni Lombardi a Cremona, Cesare Baroni a Viadana, con Orioli e Rotelli a Casalmaggiore e tanti altri, da Ghisalberti, Vernaschi, Coppetti, Zaffanella, Loffi, Ferrari fino a Manfredi, nei vari livelli di responsabilita', hanno guardato avanti pensando a togliere il territorio dall'isolamento.
Cosi' nasce l'autostrada PC-CR-BS e si sviluppa la partnership degli Enti Locali cremonesi e mantovani con Parma, la Liguria e la Toscana su quell' "asse tirrenico" che ha l'ambizione di collegare per strada e per rotaia la portualita' ligure e tirrenica al territorio padano.
Solo ieri anche se sembra preistoria: ricordo la vecchia Cisa quando con la 600 che ribolliva s'andava alle 5 Terre o in Versilia e la nuova autostrada che sui viadotti e le gallerie piu' ardite recava la firma della Cariplo del prof. Dell'Amore: noi giovani DC ne eravamo fieri mentre altri erano tignosi contro queste opere.
Ombretta Colli ha ceduto - e' il caso di dire - "per una cantata" il timone della Cisa a Marcellino Gavio, ampiamente ripagato della spesa nel giro di qualche lustro. Tralascio i disinvolti giri di valzer di Filippo Penati sulla Serravalle e dintorni, argomenti che han già recato piu' di un guaio a livello giudiziario.
I patti parasociali di Autocisa prevedono una presenza numerosa da parte degli azionisti pubblici nel Consiglio di Amministrazione che, comunque, controllano poco piu' del 10% della società e in termini azionari contano come il due di picche.
Dopo la decisione del presidente della provincia di Mantova Fontanili di uscire da quel Cda ora s'aggiunge la provincia di Cremona che cede il passo, sia pure di fronte ad esigenze di bilancio.
Spero non sia sempre e solo per finanziare la nuova sede. Sarebbe davvero una follia se il. Palazzo della provincia di Casalmaggiore e la vendita delle azioni dell'Autocisa andassero a finire nella nuova e faraonica sede o ad alimentare altre opere nel cremasco interrompendo quel riequilibrio degli interventi che dovrebbe rappresentate la regola di una buona amministrazione.
Non vedo nel programma di interventi, da Casalmaggiore fino al cremonese, un piano finanziario pari al ricavato previsto in circa quattro milioni di euro dalle alienazioni "casalasche" che potrebbe alimentare 40-50 milioni di investimenti.
Anzi ci sono ritardi sulla circonvallazione di Casalmaggiore-Viadana, si legge di cancellazioni di quella di S. Giovanni...lo stallo piu' completo sul polo alimentare logistico tra Bozzolo e Calvatone-Tornata...
Se si considera che anche una parte di comuni della Lunigiana e di altri territori han ceduto azioni e si analizza la situazione dell'azionariato parmense, alle prese con la voragine di 6-800 milioni di euro del comune di Parma e la tensione tra la nuova giunta e quella provinciale emiliana, mi domando quale sara' in futuro il ruolo degli Enti Locali in un momento di decisioni attese da almeno 50 anni dal nostro territorio.
Gli enti parmensi litigano tra di loro di fronte alla voragine del debito mentre Mantova e Cremona, di fatto, escono dalla società prima della realizzazione del Tibre e della Cremona Mantova e mentre è in corso un processo di privatizzzazione di Centro-Padane a cui e' interessato lo stesso gruppo Gavio e si mette in dubbio la validita' del collegamento tra la nostra città e la realtà virgiliana.
Con la vendita delle azioni si perdera' inoltre per sempre
Il dividendo annuo senza nemmeno attendere il plusvalore derivante dalla realizzazione della nuova infrastruttura che potrebbe far parte del pacchetto annunciato dal ministro Passera.
Mi chiedo se e' un problema di poche idee ma confuse, di vuoto pneumatico nei collegamenti tra le varie Amministrazioni oppure se gli organi decisionali, come il Consiglio provinciale, la Giunta della Camera di Commercio, i comuni interessati sempre più blanditi nell'elenco infinito delle richieste, devono essere tenuti all'oscuro di quello che si muove sulle nostre teste.
Chiedo chiarezza e trasparenza non solo per me che "illuso ho creduto" ma anche e soprattutto per quella classe dirigente del territorio che esige una risposta e per un debito di riconoscenza vera verso chi ha pensato e guardato a nuove prospettive per la nostra gente.
Giuseppe Torchio
Lista Civica Provinciale
Cremona, 24 settembre 2012



