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UN BAMBINO ITALIANO SU QUATTRO NON FA SPORT NE' MOTO NEL TEMPO LIBERO

| Scritto da Redazione
UN BAMBINO ITALIANO SU QUATTRO NON FA SPORT NE' MOTO NEL TEMPO LIBERO

UN BAMBINO ITALIANO SU QUATTRO NON FA SPORT NE' MOTO NEL TEMPO LIBERO. PRESENTATA LA NUOVA RICERCA IPSOS DURANTE LA CONFERENZA STAMPA DI "PRONTI, PARTENZA, VIA!"
La ricerca “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da Ipsos per Save the Children e Mondelēz in Italia è stata presentata mercoledì 15 gennaio, in occasione dei tre anni di attività di “Pronti, partenza, via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Napoli, Catania, Sassari, Palermo, Bari, Ancona, Aprilia) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini. L’intervento, che proseguirà per tutto il 2014, come annunciato in conferenza stampa, è realizzato in partnership con Uisp e Csi.

Un quarto circa dei bambini e adolescenti italiani non fa alcuna attività motoria nel tempo libero a fronte del 77% di minori che invece fa sport e movimento, si legge nella ricerca. Tra le cause dell’inattività la mancanza di voglia e di interesse da parte dei bambini e ragazzi, quindi il costo eccessivo delle strutture, per il 28% di madri e padri, con un aumento del 13% rispetto al 2012, l’incompatibilità degli orari per il 13% del campione.

A conferma dell’impatto crescente delle difficoltà economiche sugli stili di vita di minori e famiglie anche il dato su cosa fanno gli stessi genitori nel tempo libero: fra le attività che registrano un ridimensionamento vi è infatti lo sport a cui rinuncia il 44% dei genitori. Analizzando l’opinione dei ragazzi, colpisce l’incremento di coloro che assegnano scarsa rilevanza e valore all’attività fisica: alla domanda “tra i tuoi amici e compagni come viene considerato uno che pratica sport, fa attività fisica”, il 39% risponde “in nessun modo particolare, non se ne parla quasi” a fronte invece di un 40% di under 18 che dichiara un’opinione positiva del fare sport e moto.

In media 4 minori su 10 si muovono in auto mentre solo il 24% a piedi e il 9% in bici; gli adolescenti, più autonomi nello spostamento e non ancora “motorizzati”, impiegano i mezzi pubblici in misura superiore agli studenti degli altri gradi di scuola ma anche presso questo gruppo di età l’uso della bicicletta è limitato al 12%, come del resto presso i pre-adolescenti che tuttavia si muovono a piedi in un terzo delle occasioni. Gli spostamenti a piedi, sebbene decisamente più limitati per i 14-17enni, tendono ad esser un po’ più lunghi, ma permane l’abitudine a camminare poco, massimo mezz’ora per due ragazzi su tre e più di un’ora solo per un segmento limitatissimo di giovani, senza mutamenti d’abitudini rispetto agli anni passati.

A incentivare alcune abitudini sedentarie dei bambini e adolescenti italiani c’è poi la fruizione dei media: il tempo trascorso davanti alla TV si conferma significativo sulla totalità dei minori che la vedono quasi la metà la vede per un tempo compreso fra 1 e 3 ore al giorno. E aumenta, anche se di poco, il tempo dedicato dai ragazzi ai video-game: dell’85% che vi gioca, il 57% lo fa mediamente per un tempo compreso fra 1 e le 3 ore. Internet è legato all’età: lo utilizza il 100% degli over 14 anni e il 30% vi passa anche più di tre ore, contro un 80% degli 11-13 enni e il 59% dei minori di 10 anni, che ne fanno un uso più morigerato: rispettivamente in media un’ora e mezz’ora.

L’obesità minorile in Italia appare per i genitori un problema visibile e consueto: i genitori continuano a ritenere che più di un terzo di bambini italiani sia sovrappeso od obesi ed un altro terzo che questa percentuale stia comunque tra il 20% e il 30%. I bambini più piccoli sono, secondo la percezione dei nostri intervistati, colpiti in misura quasi doppia rispetto agli adolescenti. Tuttavia, quando si tratta di valutare lo stato di salute del proprio figlio, solo un genitore circa su 10 ammette un sovrappeso, mentre per l’80% delle famiglie i propri figli sono assolutamente nella norma.

 

“A distanza di tre anni dall'avvio di "Pronti, partenza, via!" sono 70.000 i bambini e gli adulti raggiunti, dieci le aree sportive e verdi anche pubbliche riqualificate e utilizzate per attività motorie, ricreative ed educative, 1.400 i professionisti coinvolti, fra operatori, insegnanti, pediatri, nutrizionisti e cruciale è stato il contributo dei due partner che sin dall’inizio hanno partecipato alla definizione del progetto e ne hanno curato l’implementazione: Uisp e Csi”, spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. “’L’intervento è consistito nel recupero e messa in opera di spazi come campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili, con l’obiettivo di farne dei luoghi aperti a tutto il quartiere, contribuendo così a contrastare fenomeni di emarginazione ed esclusione sociale. Inoltre sono state organizzate sessioni informative su alimentazione e stili di vita salutari, all’interno delle scuole primarie e sono stati aperti 10 punti informativi dove le famiglie possono incontrare professionisti, quali nutrizionisti e pediatri”, spiega ancora Raffaela Milano. (Fonte: Ufficio stampa Save the children Italia)

Fonte: Uisp

2014-01-20

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