Martedì, 07 luglio 2020 - ore 17.32

Un Piano energetico ambientale senza Green News Deal | Mario Agostinelli

Credo che il tratto caratteristico di tutti gli innumerevoli Piani Energetici Nazionali che i Governi del dopoguerra hanno sottoposto al dibattito pubblico si riscontri nella determinazione con cui, di volta in volta, si è giustificata l’adozione di una particolare e specifica fonte energetica,

| Scritto da Redazione
Un Piano energetico ambientale senza Green News Deal | Mario Agostinelli

Un Piano energetico ambientale senza Green News Deal | Mario Agostinelli

Credo che il tratto caratteristico di tutti gli innumerevoli Piani Energetici Nazionali che i Governi del dopoguerra hanno sottoposto al dibattito pubblico si riscontri nella determinazione con cui, di volta in volta, si è giustificata l’adozione di una particolare e specifica fonte energetica, cui si sarebbe dovuto adattare il sistema nelle sue articolazioni complesse, pur di assecondare equilibri geopolitici e rimpolpare bilanci delle società energetiche, anche a dispetto dei danni ambientali.

Si sono così favoriti prima gli insediamenti di grandi poli carboniferi, poi gli usi improprio di oli combustibili, fino al nucleare, per arrivare, come sta accadendo negli ultimi lustri, al gas. Essa è l’unica fonte fossile residua ancora in grado di essere spacciata per limitativa di un eccesso di emissioni climalteranti.

Ma - come vedremo in seguito - si tratta di una “virtù” che non regge a fronte dell’emergenza climatica in atto. Per la verità, la convenienza di un ampliamento delle infrastrutture portanti della combustione finale di gas in tutte le sue versioni sta soltanto nella presunzione ottimistica che una carbon tax, mai applicata e sempre rimandata nel tempo, venga all’evenienza compensata dal mantenimento di bassi prezzi sul mercato delle materie prime, come risultato dell’esternazione dei costi ambientali e delle competizioni geopolitiche tra attori sempre più numerosi e senza scrupoli (Emirati Arabi, Qatar, Turchia, Egitto, Russia e USA-post-shale-gas), che stanno scommettendo sul passaggio “meno sporco” dal carbone e dal petrolio al metano.

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