Lunedì, 26 ottobre 2020 - ore 14.26

VACCINI ANTINFLUENZALI, PILONI (PD), “QUELLI LOMBARDI COSTERANNO IL DOPPIO E NON SARANNO SUFFICIENTI.

REGIONE LOMBARDIA HA SOTTOVALUTATO LA NECESSITÀ DI REPERIRLI PER TEMPO” Pagamento anticipato per 15 milioni di euro e prezzo quasi doppio rispetto alla prima gara aggiudicata: sono le nuove condizioni con cui la Regione Lombardia, ormai all’ottava gara consecutiva, cerca di acquisire i vaccini antinfluenzali.

| Scritto da Redazione
VACCINI ANTINFLUENZALI, PILONI (PD), “QUELLI LOMBARDI COSTERANNO IL DOPPIO E NON SARANNO SUFFICIENTI.

VACCINI ANTINFLUENZALI, PILONI (PD), “QUELLI LOMBARDI COSTERANNO IL DOPPIO E NON SARANNO SUFFICIENTI.

REGIONE LOMBARDIA HA SOTTOVALUTATO LA NECESSITÀ DI REPERIRLI PER TEMPO” Pagamento anticipato per 15 milioni di euro e prezzo quasi doppio rispetto alla prima gara aggiudicata: sono le nuove condizioni con cui la Regione Lombardia, ormai all’ottava gara consecutiva, cerca di acquisire i vaccini antinfluenzali. È scritto nel bando presente sul sito di Aria Spa, aperto il 7 settembre, rettificato l’11 e chiuso venerdì 25, valido per l’acquisizione di 1,5 milioni di dosi al prezzo a base d’asta di 10 euro più Iva.

Fino ad oggi la Regione ha raccolto disponibilità di 1,720 milioni di dosi per gli adulti a fronte di tre milioni di ultrasessantenni, 168mila per i 300mila operatori sanitari e 410mila dosi (quanto è stato offerto a fronte della richiesta di 500mila dosi) per i 600mila minori da zero a sei anni.

Le prime vaccinazioni sono previste non prima della prima settimana di novembre.

Il Pd aveva denunciato a luglio la sequela di ritardi e sottovalutazioni sulla necessità di acquistare per tempo le dosi necessarie e ad ampliare la platea.

“È incredibile come Fontana e Gallera abbiano sottovalutato la necessità di reperire per tempo i vaccini necessari – dichiara il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni -. La Lombardia parte già in ritardo rispetto ad altre regioni, come l’Emilia Romagna o il Veneto, che iniziano la campagna vaccinale nei prossimi giorni, mentre da noi non se ne parla fino alla prima settimana di novembre, se tutto andrà bene. Ma, soprattutto, non ci sono vaccini a sufficienza, non bastano per gli operatori sanitari, per i minori e per gli adulti sotto i sessantacinque anni. Il mondo della scuola, per fare un altro caso, è stato ignorato, eppure avevamo chiesto di mettere tra le priorità anche gli operatori scolastici. Per non parlare delle farmacie che ad oggi brancolano ancora nel buio. La Lombardia più di altri, per quello che è successo qui, avrebbe dovuto fare le cose per bene e in largo anticipo,  ma tra gare andate deserte o annullate siamo arrivati all’ultimo a cercare di recuperare il tempo perso, costretti a pagare le dosi in anticipo e a prezzi molto alti per cercare di ottenerle”.

Milano, 28 settembre 2020

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