Domenica, 25 agosto 2019 - ore 03.02

(video) Un successo l’iniziativa Anpi ‘I treni della felicità’ Le Donne cremonesi del PCI impegnate nell’accoglienza di bambini nel 1946

L’iniziativa, sviluppata da un’idea di Fabio Abeni, e promossa dall’Anpi di Cremona, ha visto una grande partecipazione. L’incontro è stato aperto dall’introduzione di Mariella Laudadio, presidente dell’Anpi. A seguire la relazione di Fabio Abeni e la proiezione delle testimonianze, raccolte da Gian Carlo Storti, dirette ed indirette di Marisa Priori Dolci (Cremona), Egle Cattaneo (Crema), Francesca Lupi (Gussola) e Barbara Santini (Cremona) che hanno coinvolto emotivamente il pubblico presente.

| Scritto da Redazione
(video) Un successo l’iniziativa Anpi ‘I treni della felicità’ Le Donne cremonesi del PCI impegnate nell’accoglienza di bambini nel 1946 (video) Un successo l’iniziativa Anpi ‘I treni della felicità’ Le Donne cremonesi del PCI impegnate nell’accoglienza di bambini nel 1946 (video) Un successo l’iniziativa Anpi ‘I treni della felicità’ Le Donne cremonesi del PCI impegnate nell’accoglienza di bambini nel 1946 (video) Un successo l’iniziativa Anpi ‘I treni della felicità’ Le Donne cremonesi del PCI impegnate nell’accoglienza di bambini nel 1946


Lo scorso Sabato 5 marzo a Spazio Comune piazza Stradivari è stata presentata una interessante ricerca di Fabio Abeni  che ha permesso di ritornare ai cremonesi una bella pagina di storia della nostra provincia  che ha visto le donne del PCI cremonese impegnate nell’accoglienza di centinaia di bambini nel 1946. L’iniziativa, sviluppata da un’idea di Fabio Abeni, e  promossa  dall’Anpi di Cremona,  ha visto una grande partecipazione. L’incontro è stato aperto dall’introduzione di Mariella Laudadio, presidente dell’Anpi. A seguire la relazione di Fabio Abeni e la proiezione delle testimonianze, raccolte da Gian Carlo Storti, dirette ed indirette di Marisa Priori Dolci (Cremona), Egle Cattaneo (Crema), Francesca Lupi (Gussola) e Barbara Santini (Cremona) che hanno coinvolto emotivamente il pubblico presente.

"I treni della felicità" infatti portarono, per periodi più o meno lunghi ( dal 1946 al 1951) , anche nelle famiglie cremonesi, centinaia di bambini che la guerra fascista aveva privato dei genitori, del cibo, di un tetto; in una parola: della speranza.

Nella sua introduzione Mariella Laudadio legge una toccante lettera di Pietro Ingrao che ricorda una sua visita ai centri romani di accoglienza dei bambini. Nella sua introduzione Fabio Abeni illustra in termini quantitativi e qualitativi il fenomeno cremonese e non solo che ha coinvolto non solo la provincia di Cremona ma anche altre realtà emiliane. L’idea dell’accoglienza dei bambini è stata lanciata- a livello nazionale-da Teresa Noce , una dirigente comunista dell’epoca che individuò il tratto dell’accoglienza e della solidarietà le caratteristiche  dell’iniziativa.

Toccanti e significative le testimonianze raccolte con video-interviste da Gian Carlo Storti. L'iniziativa ha avuto patrocinio del Comune di Cremona che era presente con il Vice Sindaco Maura Ruggeri e l'assessore Rosita Viola

Una breve scheda  delle donne che ,da vari punti di vista, raccontano di quell’esperienza.

Francesca Lupi (Gussola) .Il Treno della Felicità arriva a Gussola Il racconto di Francesca Lupi che oggi ha 92 anni e la bambina si chiamava Elvira Bolognesi Dice Francesca Bozzetti ved.Lupi: Siamo ancora in contatto con famiglia di Elvira Bolognesi, sai? Mi hanno fatto chiamare che c’erano i bambini e mi hanno fatto scegliere. Io ho scelto una bambina; lei piangeva. Poi l’abbiamo portata a casa. È stata qui da metà ottobre, ma non ricordo bene l’anno. Ero già sposata, sì, quindi è stato nel 1949. Veniva da Avellino; sono sicurissima, da Avellino.

Barbara Santini (*) Cremona  “Mia mamma è arrivata nel 1945 qua a Cremona. Io sapevo che fosse arrivata con un solo fratello, lo zio Maurizio; invece quest’anno, solo all’inizio del 2015 ho saputo che sul camion che li trasportava da Torino a Cremona c’era anche mio zio Teresio. Mia madre aveva 3 anni; fu data in affido a Piero Pressinotti e Iole Corbellini, che vivevano con la mamma di Piero Pressinotti, quindi un nucleo famigliare in cui erano in tre, a cui si è aggiunta lei. Quando ha avuto sui 22 anni è stata iniziata la pratica di adozione; fino a quel momento c’era stato l’affido’.

 (*)Barbara Santini (figlia di Giovanna Gallo Pressinotti che fu prima presa in affido e poi adottata da Piero Pressinotti)

Egle Cattaneo (Crema) Chi racconta è Egle Cattaneo di Crema quando alla fine del 1945 arriva , con molti bambini anche Ersilia da Venafro, provincia di Isernia, in Molise, faceva la quinta elementare.“I posti da dove venivano i bambini erano diversi, non solo da una regione. Io mi ricordo che le Canossiane hanno ospitato bambini, ragazzine soprattutto, bambine che venivano dal Napoletano. Mi ricordo che erano silenziosissimi e molto impauriti, con le manine in tasca, perché le suore avevano sempre detto che i comunisti tagliavano le mani.

Marisa Priori Dolci (Cremona) parla di di Vittoria , la bambina che teneva le mani in tasca per paura che i comunisti gliele tagliassero Anno 1946, Vittoria …, di origine meridionale, arrivata in treno con uno dei primi scaglioni (forse il primo), in gennaio 1946, ospitata dalla famiglia Priori (quartiere Po) “Ne sono arrivati molti, quel giorno lì, di questi bambini, e quello che ci ha colpito maggiormente, quando siamo andati alla stazione, è questa bambini che ci è stata consegnata. È scesa dal treno con le mani così -indica dietro la schiena - : “Ma perché non le porti davanti così le manine?” E lei col musetto così, me lo ricordo bene: “Ci sono camunisti?” “Perché cara?” “Perché tagliano le mani” “Ma no, ti hanno detto delle bugie”.

 

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