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#AccaddeOggi 27 marzo 1985 Le BR uccidono Ezio Tarantelli

Il ricordo Tarantelli: Cgil, ribadiamo ferma condanna del terrorismo

| Scritto da Redazione
#AccaddeOggi 27 marzo 1985 Le BR uccidono Ezio Tarantelli

AccaddeOggi 27 marzo 1985 Le BR uccidono Ezio Tarantelli

Il ricordo Tarantelli: Cgil, ribadiamo ferma condanna del terrorismo

“Il 27 marzo dell’85 le Brigate rosse assassinarono l’economista Ezio Tarantelli a ridosso del referendum sulla Scala mobile. Nel ricordarlo sentiamo il bisogno di ribadire la nostra ferma condanna a tutti i terrorismi. E chiedere di rimettere al centro i problemi del mondo del lavoro“. È quanto si legge in un tweet sul profilo ufficiale della Cgil nazionale.

Chi era Ezio Tarantelli.

Laureatosi nel 1965 presso la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi di Roma, dove suo correlatore fu Federico Caffè. Frequentò, successivamente, corsi avanzati di economia e di metodi quantitativi presso l'Università di Cambridge, nel Regno Unito, e presso il MIT, Massachusetts Institute of Technology. Al MIT studiò con alcuni dei più importanti economisti, tra i quali Robert Solow e Franco Modigliani. Con quest'ultimo, in particolare, avviò una fruttuosa collaborazione scientifica che li portò a scrivere insieme diversi saggi ed articoli. Negli Stati Uniti, conobbe la sua compagna di vita e futura moglie, Carole Beebe Tarantelli.

Nel 1966 entrò come funzionario al servizio studi della Banca d'Italia, fino ad assumerne la direzione dal 1970 al 1973.

Dopo aver insegnato economia del lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica di Milano, divenne assistente ordinario di Politica Economica e Finanziaria presso la facoltà di Economia e Commercio di Roma e, nel 1976, professore ordinario di Politica Economica della Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze e, successivamente, professore ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università "La Sapienza" di Roma. Fu anche docente di econometria alla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università LUISS di Roma.

Tenne corsi di relazioni industriali al MIT, al Dipartimento di Economia dell'Università della California e all'Istituto universitario europeo di Firenze. Nel 1981 fondò l'Istituto di studi ed economia del lavoro, associato alla CISL, diventandone Presidente e fu uno stretto collaboratore dell'allora Segretario Generale della CISL, Pierre Carniti. Dal 1981 al 1983 fu animatore del gruppo redazionale della rivista Laboratorio politico.

L'attentato

Il 27 marzo 1985, al termine di una lezione alla facoltà di Economia e Commercio dell'Università La Sapienza di Roma, due brigatisti agiscono con una mitraglietta contro il professore, nel parcheggio dell'ateneo. L'assassinio fu rivendicato dalla formazione delle Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente con un documento di settanta pagine lasciato sulla sua auto, nel quale Tarantelli venne attaccato per il suo ruolo di consulente CISL nell'accordo tra governo e sindacati sul taglio degli scatti di scala mobile — il sistema di indicizzazione della crescita dei salari attuato in Italia nei primi anni ottanta. Tale taglio dei punti di contingenza si proponeva come deterrente dell'inflazione, e prese forma nel cosiddetto decreto di San Valentino, firmato dall'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi il 14 febbraio del 1984. Secondo l'analisi di Tarantelli, i salari non avrebbero dovuto inseguire la crescita dei prezzi al consumo ma piuttosto determinarsi a priori, in un confronto tra parti sociali e governo che tenesse conto delle condizioni reali del mercato, fornendo un segnale chiaro sulla loro crescita in un determinato periodo di tempo e finendo per contribuire in modo determinante a ridurre l'attesa di inflazione. Per tanto le Brigate Rosse avevano iniziato già da un anno un'inchiesta interna sulle attività ed i movimenti di Tarantelli.

I processi accertarono che ad uccidere il professore furono Antonino Fosso (assolto in primo grado e condannato poi all'ergastolo)[3] ed un'altra persona tuttora senza nome; Barbara Balzerani, come capo della colonna romana della BR che diede vita alle operazioni, fu condannata a due anni di carcere per "apologia di reato".[4] La mitraglietta Skorpion che venne usata per l'omicidio fu poi rinvenuta, nel 1988, in un covo delle Brigate Rosse, in via Dogali a Milano. Gli esami balistici svelarono che con quella stessa arma si agì anche contro l'ex sindaco di Firenze Lando Conti, nel 1986, e contro il senatore democristiano Roberto Ruffilli, ucciso a Forlì nel 1988; inoltre, contro i due giovani militanti missini Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, assassinati il 7 gennaio 1978 nella cosiddetta Strage di Acca Larentia

 

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