(CR) SANITÀ PUBBLICA CREMONESE: UN REPARTO DOPO L’ALTRO, AVANZANO LE PRIVATIZZAZIONI
CGIL, FP CGIL E SPI CGIL: «FERMARE LO SVUOTAMENTO DELLA SANITÀ PUBBLICA»
Dopo la Medicina dell’Ospedale Oglio Po e gli Ospedali di Comunità di Soresina e Casalmaggiore, ora tocca all’Ospedale di Comunità di Cremona, dal mese di ottobre. Sarà inoltre prevista, espletata la relativa procedura e salvo sorprese, la completa esternalizzazione anche della Medicina dell’Ospedale di Cremona.
Non siamo più di fronte a interventi isolati, ma a un progressivo arretramento della gestione pubblica della sanità cremonese. Per ovviare alle difficoltà nel reclutare, ma soprattutto nel trattenere e fidelizzare il personale, si preferisce affidare il problema ad altri, ovvero a soggetti privati. Una chiara operazione di deresponsabilizzazione da parte di chi, invece, è chiamato a dirigere e governare il patrimonio pubblico nell’interesse collettivo.
Come previsto, le risorse del PNRR hanno permesso di costruire le mura, sbandierando il tanto auspicato ritorno della sanità territoriale - smantellata in Lombardia da Formigoni in poi, salvo poi rifugiarsi nell'ennesima concessione ai privati. Un altro regalo annunciato.
La situazione della rete territoriale è ormai critica: l’attuazione delle Case di Comunità si scontra con gravi carenze di organico, risorse insufficienti e crescenti difficoltà operative. I continui cambi di rotta e una visione delle direzioni aziendali ancora troppo ospedalocentrica — orientata alle singole prestazioni anziché alla presa in carico del paziente — stanno demotivando operatori e operatrici. Il risultato è una forte confusione organizzativa che fatica a rispondere ai bisogni della cittadinanza e indebolisce l’efficacia della rete territoriale.
Nel reparto di Medicina, inoltre, gli OSS sono già in appalto; con l’esternalizzazione anche del personale infermieristico, un intero reparto collocato all’interno di un presidio ospedaliero pubblico - quello di Cremona - verrebbe gestito da personale dipendente da soggetti privati, spesso liberi professionisti.
È questo il punto più grave: pezzi sempre più ampi dell’ospedale pubblico e dei suoi servizi territoriali vengono affidati all’esterno, indebolendo organici, competenze e capacità di gestione diretta da parte dell’ASST.
Si pone inoltre un problema di diritti e tutele: all’interno della stessa Azienda lavoreranno fianco a fianco dipendenti ASST, ai quali si applica il CCNL Comparto Sanità Pubblica, e lavoratori esternalizzati con contratti, salari e condizioni differenti, sicuramente inferiori.
Per CGIL, FP CGIL e SPI CGIL Cremona il principio è inderogabile: stesso lavoro, stesso contratto, stesso salario e stesse tutele. Le esternalizzazioni non possono essere utilizzate per ridurre il costo del lavoro e comprimere i diritti. Continuiamo a sostenere che creare condizioni di lavoro migliori, rinnovare dignitosamente i contratti, stabilizzare e valorizzare il personale sia l’unica strada per evitare le emorragie di personale a cui stiamo assistendo. Lo ribadiamo con chiarezza: privatizzare non significa risolvere “tutti i mali” della sanità, né consente di reclutare più personale. Assistiamo quindi a un paradosso: la carenza di personale rischia di diventare lo strumento attraverso cui si amplia progressivamente lo spazio affidato ai privati.
La carenza di personale non può diventare il pretesto per smantellare la sanità pubblica un reparto alla volta. Le risorse devono essere investite in assunzioni, nuovi modelli organizzativi, stabilizzazioni e valorizzazione del personale pubblico, al fine di garantire un servizio pubblico alla popolazione locale equo, egualitario, dignitoso e universale.
Chiediamo quindi ad ASST Cremona e a Regione Lombardia di fermare il ricorso a nuove esternalizzazioni e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali sul rafforzamento degli organici, sul reclutamento e sulla gestione pubblica dei servizi.
CGIL Cremona
FP CGIL Cremona
SPI CGIL Cremona



