DEPOSITATO IL RICORSO AL TAR contro la Delibera 2011/10 del CdA ATO.16 Sindaci cremonesi hanno sottoscritto il ricorso.
USCIRE DAL VICOLO CIECO.
APRIRE UNA NUOVA FASE DI CONFRONTO E DI PROGETTO PER IL TERRITORIO.
La vicenda acqua e Sistema Idrico sta degenerando sempre di più.
La ostinata volontà di strappare il risultato della società mista a qualsiasi costo, sta sprofondando tutto in
un vicolo cieco, senza via d’uscita.
Colpisce la crescente debolezza delle scelte. Non attraverso un confronto aperto con il territorio e le sue
rappresentanze, ma a qualsiasi costo. Anche forzando regole essenziali. Anche umiliando i Sindaci e la
Conferenza dei Comuni, che questa iniziativa sciagurata aveva peraltro già messo in crisi un anno fa.
E’ necessario un punto di svolta.
Chiamando il territorio e le comunità locali ad una ripartenza su basi nuove.Altrimenti a pagare, e a caro prezzo, sarà il nostro territorio e la sua mancata modernizzazione.
Dopo oltre due anni di immobilismo ostinato e inconcludente, quando si è lasciato spazio alla iniziativa dei Sindaci, nel giro di pochi mesi si è profilata la nascita del nuovo soggetto Gestore Unico di Ato.
Che oggi consente comunque a tutti di affrontare il 2013 con un altro respiro.
Ma c’è chi ha pensato di ritornare al passato. E di riproporre le vecchie logore logiche di contrapposizione.
Così il CdA dell’Ato, a freddo, senza alcun rapporto con i Comuni e il territorio, ha deciso di “strappare”.
Di riproporre pari pari le stesse delibere oggetto di un animato e sofferto confronto fra i Sindaci un anno fa,in sede di Conferenza (difficile dimenticare il voto dei 101 sindaci che un anno fa chiesero al CdA medesimodi “revocare” le delibere). Per attivare la procedura d’urgenza (il silenzio assenso) un anno dopo !?
Ma che senso ha tutto questo ? ancor più nella situazione attuale di cambiamento politico e istituzionale.
Dobbiamo intervenire insieme per evitare che questa vicenda precipiti ulteriormente.
Danni ne ha già fatti a sufficienza. Occorre davvero ripartire. Tutti insieme. E su basi nuove.
Aprendosi al confronto con il territorio. Con i sotterfugi non si va lontano. I Sindaci sono i primi a saperlo.
Su queste basi abbiamo superato le ultime incertezze. E abbiamo deciso di intervenire. Anche ricorrendo a strumenti inconsueti. Ma a questo punto necessari. Promuovendo un ricorso al TAR che consenta diazzerare la vicenda. Per ripartire insieme e su basi nuove.
Magari riprendendo sulla base del voto del referendum sull’acqua bene comune, l’idea-forza di quegli “Stati Generali dell’Acqua” che si sarebbero dovuti svolgere all’inizio.
In un territorio quanto mai delicato (la Pianura Padana, una delle realtà più complesse a livello europeo),perché non chiamare il territorio e le sue rappresentanze (sociali, civili, economiche, agricole) aconfrontarsi su un progetto di sviluppo e a condividere le responsabilità di un futuro che ci riguarda tutti.
L’esperienza di noi Sindaci, anche proprio in questi mesi difficili nel governo dei nostri Comuni (grandi e piccoli) è un patrimonio di coesione sociale importante per tutti.
Ripartire da qui, forse, consentirebbe al territorio di rimettere in movimento le cose.
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Elenco dei Sindaci
COMUNE DI BAGNOLO CREMASCO DORIANO AIOLFI
COMUNE DI CA’ D’ANDREA AMILCARE BRAGA
COMUNE DI CASALMAGGIORE CLAUDIO SILLA
COMUNE DI CASALMORANO ENRICO MANIFESTI
COMUNE DI CASTELVERDE CARMELO LAZZARINI
COMUNE DI CORTE DE FRATI ROSOLINO AZZALI
COMUNE DI CREMA STEFANIA BONALDI
COMUNE DI DRIZZONA IVANA CAVAZZINI
COMUNE DI GADESCO PIEVE DELMONA DAVIDE VIOLA
COMUNE DI GRONTARDO IVAN SCARATTI
COMUNE DI OLMENETA RENZO FELISARI
COMUNE DI PANDINO DONATO DOLINI
COMUNE DI PESSINA CREMONESE DALIDO MALAGGI
COMUNE DI ROMANENGO MARCO CAVALLI
COMUNE DI SESTO ed UNITI CARLO ANGELO VEZZINI
COMUNE DI STAGNO LOMBARDO DONATELLA MAZZEO



