Sabato, 15 agosto 2020 - ore 18.55

ADUC Trasporti pubblici e distanziamento. Il governo si è adeguato al popolo? Chi paga in salute?

Abito in centro città dove sono concentrati la maggior parte dei miei interessi e, soprattutto da quando è scoppiata la pandemia, il tram che prendevo per accompagnare la figliola a scuola (che è dall’altra parte del centro rispetto a dove abito), non l’ho più preso muovendomi sempre a piedi o in bicicletta.

| Scritto da Redazione
ADUC Trasporti pubblici e distanziamento. Il governo si è adeguato al popolo? Chi paga in salute?

ADUC Trasporti pubblici e distanziamento. Il governo si è adeguato al popolo? Chi paga in salute?

Firenze, 1 Agosto 2020. Abito in centro città dove sono concentrati la maggior parte dei miei interessi e, soprattutto da quando è scoppiata la pandemia, il tram che prendevo per accompagnare la figliola a scuola (che è dall’altra parte del centro rispetto a dove abito), non l’ho più preso muovendomi sempre a piedi o in bicicletta.

L’altro giorno, anche per curiosità oltre che per il caldo, ho ripreso il tram. Abolito l’obbligo dei guanti a bordo, è rimasto quello del distanziamento e della mascherina. Nonostante i posti a sedere esclusi con una catenella, e quindi con la metà della disponibilità standard, ho trovato posto e mi sono seduto. Alla fermata successiva sono salite due ragazze (25/30enni) e si sono sedute una di fronte all’altra, quindi una delle due ha rimosso la catenella che ne impediva l’uso. Mi sono alzato ed ho offerto il mio posto alla ragazza appena entrata che era seduta dove non doveva, e le ho ricordato che questi piccoli accorgimenti sono quelli che ci hanno consentito fino ad oggi a non essere tutti malati o, peggio, morti.

La ragazza ha guardato l’amica, e lentamente e con imbarazzo e non sapendo dove mettere lo sguardo ha accettato il mio posto, anche dopo aver ottenuto il consenso con la testa della sua amica che invece era seduta in un posto utilizzabile. Alla fermata successiva è salito un signore sulla cinquantina che non indossava la mascherina (che portava appesa ad un polso) e si è sistemato in piedi. Anche a questo signore gli ho chiesto se per favore potesse indossare la mascherina. In questo caso sono stato guardato con occhi di fuoco e mi sono beccato un “fatti i cazzi tuoi”; ed io “il problema è che i miei sono anche i suoi e quelli degli altri”, ma non ho insistito in questa mia funzione di “guardiano della salute”, e il signore ha continuato a viaggiare senza mascherina nell’indifferenza degli altri viaggiatori che forse avevano assistito alla scena e che, tutti con mascherina, potevano comunque vedere questo signore che non la portava.

Episodio di vita vissuta che oggi ha trovato conferma nei provvedimenti di varie Autorità, che hanno consentito a Trenitalia e Italo, alle compagnie aeree e ai mezzi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, di abolire i posti alternati e, sostanzialmente, il distanziamento. E non ho potuto non pensare: ecco una Autorità veramente popolare, che vede come si comporta il popolo (quello del mio viaggio in tram) e gli ha dato ciò che voleva.

Non solo, ovviamente. La nostra Autorità “ha preso due piccioni con una fava”, visto che la sua decisione accontenta queste aziende di trasporto, che potranno grossomodo raddoppiare gli introiti con uguale spesa. Certo queste aziende, che hanno garantito il servizio anche con passeggeri e introiti dimezzati fino ad oggi, ci hanno rimesso tanti soldi fino ad oggi, e quindi potranno risalire la china. Quel che però ci sembra strano è che per tanti altri servizi non è prevista la cancellazione del distanziamento, e sono servizi i cui gestori stanno soffrendo gli stessi problemi economici. E’ probabile che siamo noi a non capire perché non si possa stare, per esempio, per un paio d’ore accanto ad un’altra persona che vede un film in una sala cinematografica, ma si possa sedere praticamente attaccati ad una persona quando si viaggia per diverse ore (come le oltre 3 ore per il tratto Roma/Milano).

Però abbiamo un’Autorità (un governo, una regione, etc) che segue e interpreta i comportamenti del popolo.

Tutto questo accade mentre il legislatore ha deciso di prorogare l’emergenza fino al 15 ottobre e mentre il presidente della Repubblica ci ha ricordato “Libertà non vuol dire fare ammalare gli altri”.

C’è qualcosa che non ci torna. Certo, quelli come noi sono dei rompiscatole (come abbiamo dimostrato nel racconto del tram)… ma sempre qualcosa non ci torna anche se prestiamo attenzione ai numeri delle infezioni in crescita in Italia e, soprattutto, nel mondo… dal quale, sovranismo o nazionalismo che sia, non ci è possibile isolarci ed avere rapporti continui.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

139 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online