Sabato, 22 settembre 2018 - ore 08.47

AISE Europa DIECI ANNI DI REACH: SOSTANZE CHIMICHE PIÙ SICURE

BRUXELLES Negli ultimi 10 anni la principale normativa dell'UE sulle sostanze chimiche (“REACH”) ha migliorato sensibilmente la protezione della salute umana e dell'ambiente e ha promosso alternative alla sperimentazione animale. Forte di questo successo, la Commissione propone misure per agevolarne ulteriormente l'attuazione.

| Scritto da Redazione
AISE Europa DIECI ANNI DI REACH: SOSTANZE CHIMICHE PIÙ SICURE

AISE Europa DIECI ANNI DI REACH: SOSTANZE CHIMICHE PIÙ SICURE

BRUXELLES Negli ultimi 10 anni la principale normativa dell'UE sulle sostanze chimiche (“REACH”) ha migliorato sensibilmente la protezione della salute umana e dell'ambiente e ha promosso alternative alla sperimentazione animale. Forte di questo successo, la Commissione propone misure per agevolarne ulteriormente l'attuazione.

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l'ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato lunedì scorso si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell'UE garantiscono l'impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.

“REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l'esempio dell'UE in questo senso. Grazie a questa normativa l'industria dell'UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l'ambiente”, ha commentato ElzbietaBienkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l'industria. “Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell'UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell'UE in materia di sostanze chimiche”.

Il Commissario per l'ambiente Karmenu Vella ha aggiunto: “Gran parte degli europei si preoccupa dell'esposizione a sostanze chimiche pericolose. Grazie al REACH, l'UE risponde in maniera valida a queste preoccupazioni, diffondendo informazioni sulle sostanze chimiche e proibendo le sostanze nocive sul mercato dell'UE. Il REACH è già fonte di ispirazione per la normativa in materia di sostanze chimiche in altri paesi; un ulteriore perfezionamento ci permetterà di tutelare ancora meglio la salute dei cittadini e l'ambiente”.

Il REACH continua a produrre per gli europei “risultati concreti”.

Questo l’elenco della Commissione.

Prodotti più sicuri per i consumatori, i lavoratori e l'ambiente. Grazie al REACH l'UE ha fatto dei passi avanti nella restrizione e nel divieto d'uso di determinate sostanze chimiche che possono essere nocive per la salute umana e per l'ambiente e ne ha avviato la sostituzione con alternative più sicure. Alcuni esempi:Divieto di sostanze chimiche nocive: sono state emesse 18 restrizioni per diversi gruppi di sostanze come il cromo, il nickel e il piombo nei prodotti di consumo, il bisfenolo A, un interferente endocrino, negli scontrini di cassa e i composti di nonilfenolo, tossici per l'ambiente acquatico, nei prodotti tessili. Sostituzione delle sostanze più pericolose (“sostanze estremamente preoccupanti”) con alternative più sicure: finora sono state individuate 181 sostanze chimiche che possono avere gravi ripercussioni sulla salute umana e sull'ambiente e 43 sono state inserite nell'“elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione REACH”; ciò significa che le imprese devono ottenere un'autorizzazione per l'uso di queste sostanze, le quali a loro volta vengono gradualmente eliminate man mano che diventano disponibili alternative adeguate.

Contro la sperimentazione animale: il REACH promuove metodi alternativi alla sperimentazione animale per la valutazione dei rischi legati alle sostanze chimiche, riducendo così la necessità di esperimenti di questo tipo. Tra il 2012 e il 2016 la Commissione ha stanziato circa 40 milioni di euro all'anno per sostenere la ricerca di metodi alternativi.

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