AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA VOTERÓ NO E TI RACCONTO PERCHÉ CREDO SIA IMPORTANTE LO FACCIA ANCHE TU
Sono un magistrato e i problemi della giustizia li vivo sulla mia pelle. Ecco, questa riforma non li risolverà, perché non è il suo obiettivo.
Il vero obiettivo: intimidire e controllare i magistrati
Lo ammette candidamente lo stesso Ministro Nordio, che invece dichiara che la riforma serve a tenere i giudici sotto controllo. La sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi, fa anche peggio: “Votiamo sì, così ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione”. Fra l’altro lo dice in Sicilia, e non è un dettaglio.
Nella riforma
Le intenzioni dichiarate dagli estensori già basterebbero a convincerti a votare NO, ma se entriamo nel dettaglio i motivi per votare NO si sprecano.
La legge Cartabia già separava di fatto le carriere
Innanzitutto la legge Cartabia ha già di fatto separato le carriere, quindi una riforma costituzionale su questo argomento semplicemente è inutile.
L’indebolimento del CSM
Questo intervento così sgraziato ha invece un pesante impatto sul CSM. Per frammentarne l’azione e ridurne l’efficienza l’organo di autogoverno dei giudici sarà diviso in un CSM per i giudici e uno per i PM, e per i provvedimenti disciplinari sarà istituito un organo nuovo: l’Alta Corte Disciplinare.
Il sorteggio: la lotteria delle nomine
Ma l’intervento più discutibile e preoccupante di questa riforma è l’inserimento del sorteggio come metodo di nomina dei membri del CSM. Già, in sé, lasciare al caso la nomina dei membri di un organo così importante è scandaloso, ma c’è di più: mentre i membri togati (i magistrati) sono sorteggiati a caso, i membri laici sono sorteggiati in una lista di nomi selezionati dalla maggioranza. Una differenza che, nelle votazioni, darebbe un grande vantaggio al gruppo coeso dei membri laici (e ai politici che li hanno designati), mentre i membri togati sarebbero praticamente lì solo per caso.
Intimidire i magistrati per avere mani libere
Sono interventi che puntano a minare l’indipendenza dei magistrati, a renderli più fragili per poterli intimidire, con l’intento dichiarato di renderli inoffensivi e avere infine le mani libere. Non possiamo permettere che questo parlamento modifichi unilateralmente 7 norme costituzionali e pregiudichi l’indipendenza della giustizia.
Per questo, al referendum del 22 e 23 marzo proteggiamo la costituzione: VOTIAMO NO.
Referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia Cosa dice la riforma
Perché la riforma della giustizia ti riguarda. Meno garanzie per i giudici. Meno tutele per i cittadini.


