Aree idonee, Pollini (M5s): «Contrari a un provvedimento privo di visione, che sacrifica il suolo agricolo»
Paola Pollini (Consigliera regionale M5s): «Abbiamo votato contro un provvedimento nato male, dall’iter travagliato e arrivato in Aula senza che nessuna delle nostre proposte di modifica fosse presa in considerazione. Avremmo voluto migliorarlo, avremmo voluto la Giunta Fontana fosse più coraggiosa nel difendere il suolo agricolo, ma non è stato possibile.
La maggioranza sceglie invece di fissare un limite massimo dello 0,8% della SAU regionale. Tradotto: quasi 8.000 ettari di suolo agricolo potranno essere coperti da pannelli fotovoltaici. A questi si aggiungono i circa 35.000 ettari già oggi destinati al cosiddetto “suolo energetico”, cioè superfici agricole utilizzate per produrre combustibile per impianti a biogas. In questo modo il suolo agricolo destinato alla produzione alimentare rischia di ridursi ulteriormente.
Avevamo proposto di distinguere la SAU in base alla destinazione delle produzioni agricole: limiti più stringenti per i terreni destinati alla produzione alimentare, discipline diverse per la SAU zootecnica ed energetica, incentivando davvero l’agrivoltaico rispetto alla digestione anaerobica.
Altro tema completamente ignorato è il Regolamento europeo sul ripristino della natura, che impone obiettivi molto ambiziosi: il ripristino del 20% degli ecosistemi entro il 2030 e il ripristino completo entro il 2050.
La definizione delle aree idonee avrebbe dovuto tenere conto anche di questi obiettivi, escludendo le aree interessate da processi di ripristino ambientale. E invece si è scelto di ignorare completamente uno strumento europeo che avrà effetti enormi sulla pianificazione territoriale.
Infine, questo progetto di legge scarica sui sindaci e sugli uffici tecnici comunali una quantità di oneri e responsabilità difficilmente sostenibile: raccolta dati, monitoraggio degli impianti, procedure sempre più complesse. I piccoli Comuni vengono lasciati soli, senza personale e competenze adeguate, costretti ad affrontare la pressione di grandi operatori e gruppi finanziari.
Le nostre proposte miravano ad individuare un soggetto regionale capace di supportare concretamente gli enti locali. La transizione energetica è necessaria. Nessuno lo mette in discussione, ma tirare la coperta della sostenibilità da una parte, per scoprirne un’altra, senza una visione realmente equilibrata tra energia, ambiente, agricoltura e territorio non è il modo in cui affrontare un tema strategico. Per questo non abbiamo potuto condividere questo provvedimento.
Milano, 12 maggio 2026



