Venerdì, 18 giugno 2021 - ore 19.43

Albania, assalto al palazzo del Governo

| Scritto da Redazione
Albania, assalto al palazzo del Governo

Scene di guerriglia a Tirana. Una manifestazione organizzata dall'opposizione socialista per chiedere le dimissioni di Berisha degenera in scontri violenti con la polizia. Decine di feriti e tre morti, uccisi da colpi di pistola a bruciapelo
di Fabrizio Ricci - Rassegna.it
A Tirana è tornata la calma dopo una giornata di pesanti scontri tra migliaia di manifestanti e le forze di polizia, schierate a difesa dei palazzi del Governo. Il bilancio è di tre morti, tutti civili, e numerosi feriti (quasi 40 tra manifestanti e poliziotti), ma l'aspetto più preoccupante è che dalle prime risultanze sembra che almeno due dei tre manifestanti uccisi siano stati freddati con colpi di arma da fuoco a bruciapelo. E i media albanesi parlano di uso di armi non solo da parte della polizia, ma anche di alcuni manifestanti.
A scatenare la rivolta contro i palazzi del potere un grave episodio di corruzione, svelato da un video trasmesso da una tv privata nazionale, che ha come protagonista a sua insaputa il vicepremier e ministro dell'economia Ilir Meta (ex leader socialista poi passato ad appoggiare la destra). Nel video il ministro parla di una tangente da 700mila euro da incassare in cambio di un favore ad un'azienda per la gestione di una centrale idroelettrica.
La manifestazione, originariamente organizzata dal partito socialista guidato dal sindaco della capitale Edi Rama, è però presto degenerata. Una fonte presente a Tirana al momento dei fatti, riferisce a Rassegna.it che il corteo, inizialmente pacifico, è stato poi preso in mano da un gruppo di violenti che ha cominciato ad incendiare auto e lanciare sassi contro la polizia. A quel punto, sempre secondo la nostra fonte, la parte “pacifica” dei manifestanti avrebbe abbandonato il corteo.
“In un Paese in cui le differenze sociali sono fortissime e un piccolo gruppo di potenti detiene la grande parte delle ricchezze il video dello scandalo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, spiega Ermira Behri, sindacalista della Cgil di origine albanese, in Italia ormai da tanti anni. “Questo perché nonostante l'Albania sia oggi un Paese molto più solido e cresciuto tantissimo economicamente (dal 2000 al 2008 il Pil è passato da meno di 4 a quasi 13 miliardi di dollari, ndr), c'è una concentrazione incredibile di ricchezza nelle mani di pochi (politici, pubblici funzionari e qualche ricco imprenditore) e questo viene percepito come una grande ingiustizia”.
Per dare un'idea della situazione sociale basta dire che il salario medio di un operaio albanese si aggira intorno ai 200 euro mensili, mentre un pensione intorno ai 100. Questo a fronte di prezzi che sono ormai sostanzialmente, specie nella capitale, a livelli europei. Ad esempio un litro di benzina costa circa 1,2 euro.
Anche la situazione politica è estremamente delicata. Come spiega Matteo Tacconi, giornalista che si occupa da anni di Balcani e che è stato osservatore internazionale alle elezioni amministrative del 2008, la storia albanese dall'indipendenza in poi è stata sempre caratterizzata da una feroce lotta politica. “I socialisti, fortemente radicati nel sud del Paese – spiega Tacconi – da anni non riconoscono il governo Berisha, che ha invece la sua roccaforte al Nord. I deputati del partito di Edi Rama hanno così iniziato a boicottare i lavori parlamentari, in modo particolare dopo le ultime elezioni politiche del 2009 che si risolsero a favore del Parito Democratico di Berisha per un pungo di voti”.
Quelle elezioni vennero comunque riconosciute dall'Osce, che usò la formula “classica” per i "Paesi sulla buona strada", quella dei 'passi in avanti, seppure con alcune ombre'. Per questo motivo, secondo gli osservatori, difficilmente la tenuta dell'attuale Governo potrà essere messa in discussione. Restano comunque da valutare le conseguenze e gli sviluppi di una rivolta probabilmente inaspettata per dimensioni e risonanza, in un Paese che si sta lentamente avvicinando all'Europa

fonte: http://www.rassegna.it/articoli/2011/01/21/70596/albania-assalto-al-palazzo-del-governo

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