Sabato, 24 agosto 2019 - ore 00.26

Ambiente A livello locale si può fare ancora molto |Enrico Gnocchi Rifondazione Comunista, Cremona

Signor direttore, (……..) giovedì 27 giugno scorso – è statto- il giorno più caldo di sempre nella pianura padana e anche a nord di essa, sulle Alpi e oltre fino ai paesi scandinavi.

| Scritto da Redazione
Ambiente A livello locale si può fare ancora molto |Enrico Gnocchi Rifondazione Comunista, Cremona

Ambiente A livello locale si può fare ancora molto |Enrico Gnocchi Rifondazione Comunista, Cremona

Signor direttore, (……..)  giovedì 27 giugno scorso – è statto- il giorno più caldo di sempre nella pianura padana e anche a nord di essa, sulle Alpi e oltre fino ai paesi scandinavi.

La descrizione del fenomeno climatico, ormai non più da considerarsi eccezionale ma segno di un percorso di eventi concatenantesi ad effetto domino, viene ben descritta nel suo articolo con la sequenza: temperature di 40° C nel mese di giungo mai raggiunte prima di quest’anno; lo zero termico a 5000 metri; gli uragani e le bombe d’acqua sempre più frequenti anche nella pianura padana; gli inascoltati e pressanti avvertimenti degli scienziati sui cambiamenti climatici sono stati ignorati dalle autorità politiche da decenni, e, aggiungo io, minimizzati a livello mediatico parlando di «fenomeni eccezionali».

Questa sottovalutazione ha portato ad una indifferenza dei cittadini e ad una illusione che la tecnologia in futuro potrà risolvere questo problema. Ma il problema, come lei dice, non ammette ritardi. Politiche sbagliate e interessi economici di pochi rischiano di distruggere il pianeta.

Nel suo articolo sostiene che sta nascendo un movimento di uomini a cui è cara la vita della Terra e che si battono per promuovere progetti ecosostenibili: auto elettriche, piccoli gesti quotidiani, raccolta differenziata, rivoluzione dei comportamenti, sono il segno che qualche cosa di positivo si muove. Traspare una convinzione che la spirale perversa che ha portato a questo fenomeno va e sicuramente verrà interrotta.

Tutto condivisibile e sicuramente utile per una sensibilizzazione della gente. Ma a mio avviso assolutamente insufficiente sia nei modi con i quali la politica ci governa e soprattutto nei tempi necessari perché la totalità della gente ne venga informata. I movimenti ambientalisti, in questo dissento dalle sue affermazioni, da quando sono nati a seguito della rivoluzione culturale del 1968, non si sono limitati a dire no, ma hanno proposto, decenni prima, soluzioni che si sono poi rilevate determinanti per cambiare rotta nelle società capitalistiche legate prevalentemente al profitto e dove i governi, incuranti degli effetti ambientali di grandi scelte, hanno favorito e incentivato, per esempio per la produzione dell’energia elettrica, centrali a carbone e centrali nucleari.

I primi grandi risultati per cercare di fermare il cambiamento climatico sono passati in Italia dal blocco del nucleare nel 1986 e nel riconvertire, sicuramente troppo lentamente, le fonti energetiche inquinanti con fonti energetiche pulite come il fotovoltaico e l’eolico. Gli impianti eolico e fotovoltaico non sono marginali. La centrale nucleare di Caorso aveva una potenza di 822 MW e ha prodotto per i 6 anni di attività, circa 5 Twh all’anno.

Statistiche del Gse (gestore dei servizi energetici) ci dicono che nel 2018 in Italia sono in funzione 822 mila impianti fotovoltaici con una potenza di circa 20 mila MW e una produzione annua di 22,7 Twh. Sicuramente ancora non sufficiente per una conversione totale delle fonti inquinanti, ma è una percentualedel7% sul totale lordo di energia prodotta in Italia ed è destinata ad aumentare esponenzialmente se verrà sostenuto adeguatamente da incentivi statali.

L’eolico ha superato i 10 GW di potenza con circa 6.600 impianti, ma l’Italia con il 6 % di produzione eolica rispetto al totale d e l l’energia prodotta nel Paese, è notevolmente sotto la media europea del 14 %.

Non va omesso di sottolineare la cementificazione imperante del territorio italiano, anche a Cremona. I proclami elettorali del sindaco Galimberti sono stati a favore di una particolare cura dell’ambient e urbano.

Ma nuove costruzioni sono sorte e hanno ridotto le aree verdi. Gli edifici privati disabitati da anni in centro Cremona sono tantissimi. Sono un patrimonio da valorizzare, non solo per i proprietari che attendono invano impossibili vantaggi speculativi.

Devono essere resi disponibili per nuove famiglie che stentano a formarsi appunto perché per esse il problema casa è un pesante problema. Il problema sociale è dunque strettamente legato al problema ambientale.

Non possiamo illuderci di sensibilizzare la gente e pensare che il problema ambiente è risolto, senza cedere nulla o a rinunciare quotidianamente alle moltissime cose superflue.

Chi ci governa non può ingannare la gente con programmi truffa. Ne è testimonianza per esempio il Pums (piano urbano della mobilità sostenibile) di Cremona che prevede un incremento del trasporto pubblico locale dall’attuale 5% ad un misero 10% da oggi al 2030. Che risparmio energetico globale si prefigge questo piano? Misere briciole.

Enrico Gnocchi Rifondazione Comunista, Cremona

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