Martedì, 06 ottobre 2026 - ore 17.48

Amnesty Iran: 87 nomi, nessuna conseguenza

L'architettura delle atrocità

| Scritto da Redazione
Amnesty Iran: 87 nomi, nessuna conseguenza

 

Quattro anni fa Mahsa Zhina Amini è morta per mano della polizia “morale” perché aveva indossato male il velo. La sua morte ha innescato la rivolta “Donna, vita, libertà” e ha portato in piazza in Iran migliaia di persone. In quei giorni e nelle proteste di massa che sono proseguite negli anni, le persone che hanno manifestato sono state ferite, uccise, imprigionate a migliaia, torturate, accecate, violentate. 

I nostri ricercatori e ricercatrici hanno indagato per anni la feroce repressione messa in atto dalle autorità per sedare le rivolte del 2022. Hanno intervistato persone, analizzato documenti e prove. È stata ricostruita la catena di comando, identificando 87 funzionari che dovrebbero essere indagati per crimini contro l’umanità. Al momento non hanno subito alcuna conseguenza: c’è chi è rimasto al suo posto e chi è stato addirittura promosso.

La popolazione iraniana è oggi stretta tra  la continua repressione e gli attacchi di Usa e Israele. La comunità internazionale, incluso il governo italiano, deve impegnarsi per mettere fine a questa impunità.

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Il 6 ottobre alle 19.00 presenteremo il rapporto “Architettura delle atrocità: l’apparato statale che ha orchestrato i crimini contro l’umanità durante la rivolta ‘Donna Vita Libertà’ del 2022 in Iran” durante un webinar online.

Parteciperanno Raha Bareini (ricercatrice di Amnesty International), Pegah Moshir Pour (attivista per i diritti umani e digitali) e Tina Marinari, (coordinatrice campagne Amnesty International Italia).

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