Pianeta Migranti. Frontex è l’ICE europea
Frontex è un'agenzia dell'Unione europea, istituita nel 2004 che aiuta gli Stati membri a gestire le frontiere esterne dell'UE. Gestice i flussi migratori, le operazioni di soccorso in mare, il contrasto dei traffici illegali e i rimpatri.
Le sue attività devono rispettare la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, il diritto d'asilo e il principio che vieta di respingere una persona verso un Paese nel quale rischia persecuzioni, torture o trattamenti inumani.
La Commissione europea ha da poco proposto una riforma di Frontex che ne aumenterà significativamente i poteri e il budget che salirà a 12 miliardi di euro. Ciò consentirà a Frontex un corpo disponibile di 30mila uomini, più autonomia, più potere sui rimpatri e un centro per le espulsioni.
Già oggi Frontex non si limita più a sorvegliare le frontiere secondo le regole stabilite, ma aiuta la Guardia Costiera libica nel riportare i migranti in Libia dove subiscono torture. Da qui il paragone con l'ICE, una delle principali agenzie statunitensi per il controllo dell'immigrazione irregolare che usa sistemi violenti: retate, arresti, uccisioni, detenzioni ed espulsioni.
Più volte Frontex è stata accusata di complicità con la Guardia Costiera libica e lo conferma pure questo episodio pubblicato il 2 novembre 2026 dall'organizzazione umanitaria tedesca Sea Watch.
IL comunicato di Sea Watch
“Abbiamo documentato per l'ennesima volta cosa fa Frontex, l'ICE Europea, nel Mediterraneo. Mercoledì, con il nostro aereo Seabird 2 abbiamo avvistato 4 barchini in pericolo: a bordo c’erano circa 120 persone, tra cui anche dei neonati. Nonostante ci fossero delle navi di soccorso nelle vicinanze, Frontex ha comunque scelto di facilitarne l'intercettazione verso la Libia.
Solo una di queste imbarcazioni è stata portata al sicuro in Italia. Le altre tre, con circa 100 persone a bordo, sono state riportate illegalmente in Libia da milizie già note per la loro violenza.
La Libia non è un luogo sicuro e l'Unione Europea finge di non saperlo.
Frontex è complice di queste intercettazioni. Ha volutamente ignorato le ripetute chiamate dell’ONG Solidaire, e la nostra richiesta di aiuto per cercare due persone cadute in mare, che non siamo riusciti a trovare. Ha invece risposto alle chiamate radio delle milizie libiche.
In un caso, abbiamo visto le milizie rimuovere il motore da una barca per riutilizzarlo. Questo è il loro business: catturano le persone in mare, le rinchiudono, le costringono a pagare per uscire, poi le catturano di nuovo. E chi ne trae profitto? Le milizie supportate dall’UE.
I 12 miliardi di euro che andranno a Frontex dalle nostre tasse, non fanno altro che comprare l'estensione degli occhi della cosiddetta guardia costiera libica. Ciò che serve è un sistema di ricerca e soccorso statale, non essere complici con le milizie tramite accordi criminali”.
Questa ricostruzione è accompagnata da registrazioni audio delle comunicazioni radio e da immagini e video dell'intercettazione.



