Alla C.A.
Di Sua eccellenza il Prefetto di Como
Del Questore di Como
Del Sindaco di Como
Contro la normalizzazione del neofascismo Una memoria complessa, una responsabilità collettiva
Apprendiamo dalla stampa locale che, il prossimo 28 giugno, a Como, Fratelli d Italia – principale
partito di Governo, che esprime la Presidente del Consiglio e la seconda carica dello Stato, il
Presidente del Senato – intende organizzare, nel quadro della campagna nazionale “Mille città per
Sergio”, una commemorazione pubblica in ricordo di Sergio Ramelli.
Ramelli, studente diciottenne ucciso nel 1975 da militanti di Avanguardia Operaia, è una delle
tante giovani vittime degli anni di piombo. Un periodo drammatico, segnato da scontri ideologici e
da una violenza politica diffusa, che ha visto cadere giovani di ogni parte: ragazzi assassinati da
esponenti dell’estrema sinistra, così come militanti della sinistra colpiti e uccisi da gruppi
dell’estrema destra.
Sergio Ramelli era un militante di estrema destra, un neofascista del F.d.G., organizzazione
giovanile del MSI, un protagonista di prim’ordine di quello schieramento eversivo che, attraverso
attentati dinamitardi (Piazza Fontana a Milano, Piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus…) e
intrecciandosi con apparati deviati dello Stato e dell’esercito, tentò di imporre con la paura una
svolta autoritaria per fermare l avanzata elettorale delle sinistre e, nelle piazze, si oppose
violentemente ai rossi” per arginare le rivendicazioni operaie, delle donne e del movimento delle
e degli studenti; Ramelli non era un giovane capitato lì per caso: era un fautore della violenza
politica che lo ha ucciso.
Ricordare quel periodo esige uno sguardo lucido e condiviso, capace di rifiutare ogni forma
di violenza e ogni tentativo di rimozione selettiva della memoria.
Le Organizzazioni sottoscriventi ritengono fondamentale preservare una memoria collettiva che
rifiuti la violenza senza distinzioni ideologiche. Ma ribadiscono con forza che la pietà per le vittime
non può tradursi in atti simbolici che, volutamente o meno, finiscono per legittimare figure o
narrazioni utilizzate per rivalutare ideologie fasciste, in aperto contrasto con i valori della
Costituzione italiana.
La figura di Ramelli, nel corso degli anni, è divenuta un simbolo della destra radicale, e le
commemorazioni pubbliche che gli vengono dedicate, come dimostrano i numerosi precedenti
nelle giornate attorno al 29 aprile, si trasformano spesso in vere e proprie parate nere, cariche di
simbologia neofascista, saluti romani e messaggi in aperta antitesi con i valori democratici e
antifascisti su cui si fonda la Repubblica.
Per questo, le Organizzazioni firmatarie denunciano con preoccupazione la decisione
dell’articolazione territoriale di Fratelli d Italia di promuovere un iniziativa che rischia di
alimentare la normalizzazione dell’ideologia neofascista. Riteniamo politicamente grave che un
partito di Governo scelga di rievocare una sola parte della memoria degli anni Settanta,
rimuovendo ogni responsabilità e ogni contesto, con il solo obiettivo di riscrivere la storia e creare
divisione.
Non si vuole impedire la commemorazione di una vittima, ma si ritiene che ci siano modi più
appropriati per farlo, modi che non prestino il fianco a derive nostalgiche o a riletture pericolose
del passato. Le celebrazioni pubbliche devono costruire memoria condivisa, non favorire
l esaltazione di simboli, gesti e parole che offendono la coscienza democratica del Paese.
Si fa appello al Prefetto, al Questore e al Sindaco di Como affinché questa iniziativa venga fermata.
È in gioco non solo il rispetto della legalità costituzionale, ma la dignità della nostra convivenza
civile. Perché la memoria non è un terreno neutro: è una responsabilità collettiva che interpella
tutti, soprattutto quando si vuole piegarla a fini politici.
Como, 26 giugno 2025
Fabrizio Baggi, Direzione nazionale Rifondazione Comunista, Pierluigi Tavecchio, Segretario
provinciale Rifondazione Comunista Como, Cristiano Negrini, Coordinatore provinciale
Osservatorio democratico sulle nuove destre Como, Fabio Cani, Portavoce della Rete Como senza
frontiere, Raffaele Erba, già Consigliere regionale Movimento 5 Stelle, Sandro Estelli,
Segretario generale CGIL Camera del lavoro di Como, Gianluca Giovinazzo, Segretario
provinciale Sinistra Italiana Como, Manuel Guzzon, Presidente ANPI Provinciale Como, Luca
Locatelli, Coordinatore provinciale Giovani Comunisti/e, Elisabetta Patelli, Esecutivo regionale
Europa Verde Lombardia, Gianpaolo Rosso, Presidente ARCI provinciale Como



