Martedì, 17 maggio 2022 - ore 20.00

Artemisia Gentileschi. Una donna che volle fare l’artista

Giovedì 17 marzo incontro pubblico nella Sala Eventi di Spazio Comune

| Scritto da Redazione
Artemisia Gentileschi. Una donna che volle fare l’artista Artemisia Gentileschi. Una donna che volle fare l’artista Artemisia Gentileschi. Una donna che volle fare l’artista

Artemisia Gentileschi. Una donna che volle fare l’artista. Questo il titolo dell’appuntamento in programma giovedì 17 marzo, alle ore 17,30, nella Sala Eventi di SpazioComune (piazza Stradivari, 7), che vedrà come relatore il critico e storico d’arte Simone Fappanni, autore del libro Ti racconto Artemisia GentileschiL’artista del tèlos, uscito in questi giorni nella collana dei Quaderni di Palazzo Duemiglia. L’incontro, ad ingresso libero nel rispetto delle misure anti Covid (mascherina FFP2 e green pass), si inserisce nelle iniziative a carattere culturale ed artistico che si svolgono solitamente a Palazzo Duemiglia con la collaborazione dell’Assessorato ai Sistemi Culturali e dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità.

La vita della grande artista romana, tra le maggiori protagoniste del Barocco, verrà ripercorsa attraverso alcune delle sue opere più importanti che affrontano temi attualissimi, a cominciare da quello della violenza sulle donne.

La Gentileschi, come ben ci ricorda Fabio Fappanni, fu al centro di discriminazioni e subì uno stupro, a cui seguì un processo. Per accertare se fosse stata realmente vittima di stupro fu sottoposta a torture. Oltre al tema della violenza che purtroppo risulta ancora attuale, l’incontro si rivolge a tutti coloro che desiderano conoscere o approfondire una personalità complessa che ha trovato nell’arte il modo per emanciparsi in un contesto storico, quello seicentesco, che relegava le donne ai margini del mondo delle arti”, dichiara al riguardo l’Assessore con delega alle Pari Opportunità Rosita Viola.

L’incontro si rivolge a tutti coloro che desiderano conoscere o approfondire una personalità complessa che ha trovato nell’arte il modo per emanciparsi in un contesto storico, quello seicentesco, che relegava le donne ai margini del mondo delle arti.

La lettura delle tele della pittrice si configura, quindi, come un viaggio alla scoperta di un talento assoluto, capace di dare vita ad immagini particolarmente evocative in grado di coinvolgere profondamente. Dai primi passi nella fiorente bottega del padre, Orazio Lomi Gentileschi, dove ha iniziato a mettere in mostra le sue doti creative cristallina, fino ai soggiorni in Toscana, a Napoli, a Venezia e persino in Inghilterra, Artemisia ha sempre espresso un’arte con caratteri alquanto personali, riuscendo persino a guadagnarsi la fiducia di importanti committenti, grazie anche alla brillante capacità di gestire la diffusione dei suoi quadri. E seppure i suoi riferimenti principali sono stati, molto probabilmente, l’illustre padre e Caravaggio, peraltro mai imitati pedissequamente, ma anzi presi quasi “a modello” per plasmare il suo stile, ha realizzato una quadreria che si connota per un’ampia gamma di soggetti. Tant’è vero che la sua produzione spazia agilmente dal sacro al mitologico, passando per la ritrattistica, con particolare attenzione a quelle eroine del passato che sono diventate emblema di libertà, mentale prima ancora che fisica, in cui per certi versi pare di “ritrovare” – com’è stato fatto osservare dalla critica - la stessa Gentileschi.

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