Giovedì, 18 luglio 2024 - ore 19.21

Asst Crema Autismo nella persona adulta, ‘ serve cambiare prospettiva’

Il convegno di Asst Crema sui disturbi dello spettro autistico in età adulta.

| Scritto da Redazione
Asst Crema Autismo nella persona adulta, ‘ serve cambiare prospettiva’

Asst Crema Autismo nella persona adulta, ‘ serve cambiare prospettiva’

 Il convegno di Asst Crema sui disturbi dello spettro autistico in età adulta.

‘Cambiare approccio per valorizzare le persone’ “La sfida di oggi e di domani per garantire il benessere delle persone autistiche consiste nel cercare di scorgere le peculiarità e le abilità di ciascuno. A cambiare deve essere il contesto, la società, il nostro modo di pensare”. Le persone autistiche devono essere incluse e cioè “valorizzate come risorse, coinvolte quale parte attiva protagonista del progetto di vita e di percorsi di inclusione lavorativa”. È questa la conclusione, espressa nell’intervento dello psichiatria e docente universitario Pierluigi Politi, del convegno organizzato dal Dipartimento di salute mentale, disabilità e dipendenze di Asst crema, che si è tenuto questa mattina in una gremita sala Alessandrini.

Voluto dal direttore del dipartimento Virginio Salvi, si è posto come un momento di formazione dedicato ai professionisti, “un modo per apprendere – ha detto Salvi – da esperti in materia noti tanto in ambito nazionale, quanto in ambito internazionale”. Per il direttore generale Ida Ramponi: “momenti di confronto su temi di così stretta attualità sono di fondamentale importanza. La presa in carico della persona autistica in età adulta richiede una stretta integrazione tra comparto sociale e sanitario, affinché persone e famiglie non si sentano sole ed anzi possano trovare spazio nella collettività”. Presente all’iniziativa anche il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, con l’assessore al welfare Anastasie Musumary: “le diagnosi di disturbo dello spettro autistico – ha detto il sindaco – sono in aumento. Porre sotto la lente di ingrandimento una fragilità, ci consente di riflettere e di comprendere come agire. Tutti. Di spendere energie al fine di garantire una piena integrazione tra sociale e sanitario”. Inclusione, secondo l’assessore al welfare Anastasie Musumary è “assicurare ad ogni persona mezzi e contesti adeguati alla piena realizzazione di sé. Dobbiamo agire, tutti, insieme, come comunità, per includere. Ogni giorno, non solo in situazioni emergenziali. È dovere del servizio sociale pianificare, per garantire benessere”. Lo scatto da fare è, dunque, prima di tutto culturale. E poi bisogna definitivamente abbandonare i paradigmi della medicina di un tempo. “La storia siamo noi” ripete più volte Politi nel suo intervento.

La storia insegna che si può cambiare, che si deve cambiare. Che si deve avanzare. “Siamo passati da tempi in cui la persona autistica era valutata come schizofrenica a giorni in cui si è compreso che è corretto parlare di disturbi dello spettro autistico. Di strada da fare ne resta molta, l’approccio giusto per le giovani generazioni sta nel non stancarsi mai di apprendere dall’esperienza. Di ascoltare, le persone autistiche, osservarle e imparare. Dobbiamo cambiare prospettiva: non dobbiamo focalizzarci su ciò che manca, sui deficit, ma su quelle abilità che rendono uniche le persone”. A Marta Nola e Natascia Brondino, rispettivamente assegnista di ricerca e professore associato presso l’università degli Studi di Pavia, il compito di descrivere gli strumenti per l’inquadramento diagnostico e la diagnosi differenziale con altri disturbi mentali. La sessione pomeridiana, moderata da Cinzia Sacchelli, ha focalizzato l’attenzione sulla costruzione del progetto terapeutico e la terapia farmacologica.

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