Martedì, 17 settembre 2019 - ore 10.52

Centro culturale islamico. Nessun pregiudizio ma controlli certi di Tino Pala (Centrodestra Soresina)

Egregio direttore, è fuor di dubbio che il problema del centro culturale Islamico sia sempre di attualità a Soresina. (...) Ci permetta di andare per ordine: il signor parroco afferma in un recente articolo sul suo giornale che non può venir meno il diritto alla libertà di culto a meno di conclamati gravi motivi di sicurezza.

| Scritto da Redazione
Centro culturale islamico. Nessun pregiudizio ma controlli certi di Tino Pala (Centrodestra Soresina)

Centro culturale islamico. Nessun pregiudizio ma controlli certi di Tino Pala (Centrodestra Soresina)

Egregio direttore, è fuor di dubbio che il problema del centro culturale Islamico sia sempre di attualità a Soresina. (...) Ci permetta di andare per ordine: il signor parroco afferma in un recente articolo sul suo giornale che non può venir meno il diritto alla libertà di culto a meno di conclamati gravi motivi di sicurezza.

Come abbiamo sempre detto e riconfermato, non c’è alcuna prevenzione o preconcetto verso chi professala propria religione nel rispetto delle proprie e altrui convinzioni e culture. Possiamo a volte prendere le distanze da chi non condivida i nostri principi di libertà o sentirci lontani da civiltà che non usino nei nostri confronti la stessa disponibilità che abbiamo verso le loro, ma di certo non ci sembra che a Soresina si voglia impedire ad alcuno di pregare il proprio Dio. Dal canto suo il sindaco Vairani conferma che ci sono stati controlli che non hanno mai evidenziato problemi di ordine pubblico ma perché avrebbero dovuto esserci in un centro culturale? Il suggerimento poi di andare in prefettura per avere spiegazioni sul perché sia bene mantenerlo aperto ci sembra di nuovo un semplice modo perchè lui non affronti il problema per quello che è. Ricorderei al parroco e al sindaco che ci potrebbe essere un altro fatto, oltre a motivi di culto e di ordine pubblico, che dovrebbe essere preso in considerazione, per esempio l’eventuale rispetto della destinazione d’uso dell’edificio in cui ha sede il centro culturale. Centro culturale che come dice il nome non è e non può essere un centro di culto, come per inciso previsto dalla Legge Regionale che si è espressa chiaramente in merito.

Si sono fatti controlli in tal senso? A noi non risultano e se poi ritengono che si debba fare una deroga lo dicano chiaramente e la facciano pure ma non continuino a scambiare il diritto a professare il proprio credo o problemi di ordine pubblico con il non rispetto di una norma vigente.

Al netto delle comprensibili deroghe in occasione della fine del Ramadam, che ci sono sembrate durare per tutto il periodo e all’altrettanto importante necessità di tenere aperti canal idi confronto con con cittadini di religioni diverse, riconfermiamo l’obbligo dell’amministrazione di controllare nei modi e nei tempi corretti che il centro culturale tale sia e tale rimanga, nel rispetto di quanto previsto dalle attuali leggi. Nulla a che vedere con la libertà di culto e possibili problemi di ordine pubblico.

Tino Pala (Centrodestra Soresina)

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